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Il Gambero allegro a Firenze…allegro?

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Nel turbine delle nuove aperture fiorentine, capita anche di imbattersi in una trasformazione, ovvero in quello che era un bar che serviva anche pasti all’ora di pranzo, in un ristorante di pesce. Nell’immaginario ideale uno potrebbe pensare che il locale sia diventato in una sorta di trattoria,  che vada a proseguire l’idea di un posto familiare e caldo, dove mangiare cibi semplici e genuini. La scelta, in questo caso, sembra dettata più dalla moda e quindi su un ristorante di pesce, con un arredamento e i colori scelti che vogliono creare subito un messaggio chiaro della proposta culinaria: bianco e blu prevalente, l’idea di pescatori e marinai richiamata da ancore e reti da pesca, tavoli apparecchiati con tovagliette di stoffa ad ambientazione marina: l’idea di una trattoria è data pienamente, peccato però che i prezzi siano da ristorante. Due sale contigue, tavoli non troppo distanziati, luce accecante non creano la giusta atmosfera. Il menu degustazione è proposto a 70 euro, altrimenti la carta con 5 o 6 referenza per ogni portata: antipasti tra i 10 ei 20 euro, primi tra i 14 e i 18, secondi tra i 20 e i 24, eccetto per la catalana proposta a 50 euro, dolci a 7 euro. L’appetizer offerto è un gambero con germogli di ravanello, che non offre particolari emozioni. La partenza può essere affidata al guazzetto di moscardini e cialde di pane al profumo di timo, ma non è una partenza entusiasmante:  i molluschi sono tenaci e gommosi, il sapore della salsa non ben caratterizzato. Proseguendo, Il risotto agli scampi profumato al  pompelmo rosa  di Sicilia è un salto nel lontano passato di una cucina di poca nostalgia: il riso è preparato in pochi minuti, quindi si tratta di un pilaw ( o pilaff) che andava di moda negli anni Ottanta,servito con sopra due scampi crudi di buona qualità: del pompelmo niente è pervenuto, ma l’insieme appare non mantecato, slegato, poco attrattivo. Gli spaghetti con alle acciughe fresche e concassé alla bisque (definizione abbastanza criptica e discutibile) sono  quasi amari, impastati più che conditi, con una cottura non al dente, senza sapori indimenticabili. Il polpo croccante con fagioli zolfini e le sue salse è perfetto, gustoso e piacevole, invitante. Il baccalà del gambero allegro è preparato con pinoli e uvetta, sguazza in un liquido che non rende giustizia alla qualità del pesce. La carta dei vini è poco ordinata, con ricarichi eccessivi. Servizio disattento con piatti sporchi che rimangono a lungo davanti al commensale, tavolo dei familiari e amici in una sala, che può essere accettabile in una trattoria , ma non in un ristorante con pretese. Ma la professionalità è una parola che ha ancora un senso ?

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. Ti consiglio sinceramente di provare, se ancora non lo hai fatto, il Touch bistrò toscano. Ragazzi giovani, bravi, appassionati e attenti! Non perdetelo!

    Ciao

    Davide, un appassionato

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