Il fumo durante le portate…che pena mi fa!

8

Mi viene in mente la canzone di Riccardo Cocciante, quel “Bella senz’anima” di grande successo che ad un certo punto , nel ritornello, inzia a cantare “Che pena mi fa”. Penso a quelli che si alzano durante un pasto per andare a fumare..mi chiedo,ma come è possibile nin reggere un’ora e mezzo senza toccare sigaretta? Mangiando poi? Non sono un talebano del fumo, considerando che alla fine della giornata, rigorosamente dopo cena, due o tre sigarette le fumo, ma mi sembra inverosimile farlo durante i pasti. Cosa spinge i tapini a tale gesto? Dipendenza da nicotina?Mi sembra forte. E voi, cosa ne pensate?

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

8 commenti

  1. Hai totalmente ragione. Adesso attenzione: arriverà senz’altro qualcuno a dire che fumare “a pasto” è cosa buona e giusta. Scommetto che sono gli stessi che mettono il limone sulla bistecca.

  2. Anche io sono totalmente daccordo. Parlo da ex fumatrice, ma se avessi continuato a fumare questa legge sarebbe stata l’occasione giusta per smettere. Io non sopporto le restrizioni sui fatti e sulle cose e figurarsi alzarsi da tavola in pieno inverno per andare a fumare…per me sarebbe stata una tortura, non un piacere..

  3. a me capita spesso di servire il secondo a tavole completamente deserte (talvolta già al primo si osservano pesanti assenze): i commensali sono tutti fuori a fumare.
    allora mi chiedo:le buone maniere mi imporrebbero di depositare la bistecca in tavola e lasciare che compaia il rigor mortis o portarla indietro?
    oppure:tento di uscire a recuperare i commensali tra le nebbie dei finest tobaccos o me ne frego?
    ma in fondo che differenza può fare se la bistecca ha qualche grado in più o in meno per le loro bocche anestetizzate dal Virgina o dal Burley..
    sabrina

  4. Sono con voi al 100%,
    una volta ricordo che un tavolo chiese il soufllè, al momento di servirlo, uno dei due era andato a fumare, tra l’altro lasciando la compagna/ospite, da sola.
    Mi sono talmente arrabbiato che ho fatto servire ugualmente i soufflè al tavolo, con il risultato che si sono afflosciati miseramente poichè lei si è sentita in dovere di attendere…
    Risultato?
    Grande arrabbiatura, brutta figura, clienti persi…
    Il fumo se mai si potesse considerare un personale piacere, non si sposa con il cibo, proprio come il limone con la bistecca…
    SMT

  5. “Buone maniere” infatti è solo una questione di BUONA EDUCAZIONE!
    Non si è educati se ci si alza nel bel mezzo del pasto a meno che non si comunichi al cameriere che ci si sta assentando per qualche minuto.
    Lavorando in brigata ricordo che dalla sala ci si aspettava una minima chiamata per non far uscire i piatti in caso il cliente si fosse assentato per andare al bagno….un altro incubo!

  6. @velia
    ma almeno in bagno lasciateci andare!!!! sai che incubo mangiare con la natura che impelle…

    Ps: vista ieri a chef per un giorno. eri veramente in forma

    saluti

  7. Il fumo di sigaretta lascia un certo retrogusto in bocca alterando la percezione organolettica e i sapori di ciò che si dovrebbe gustare…come masticare tra una portata e l’altra un chewingum. Ora: c’è chi spende tanti soldi in costosi ristoranti alla ricerca di sublimi sapori, perchè rovinarsi il palato con il tabacco?

    Detto ciò, per chi lo desidera, a fine pasto ben vengano le sigarette di rito…

  8. Pingback: Quinto quarto » Blog Archive » Il bocchino, quintessenza del vivere in società

Lascia un commento