Il frutto salutista ma non goloso: il kiwi

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Fra i prodotti che hanno avuto una rapida evoluzione nei consumi, dopo la prima comparsa sul mercato, il kiwi è sicuramente uno di quelli che ha conosciuto  la parabola ascendente più rapida. Praticamente sconosciuto fino agli anni ’80, il kiwi arriva in Italia sulla scia del successo ottenuto da frutti esotici dai nomi più roboanti come il mango, la papaya e l’avocado.

kiwi giallo Accolto dapprima con curiosità, è diventato nel corso degli anni uno degli alimenti più apprezzati per un insieme di virtù che riesce a racchiudere. Il colore, innanzitutto, che lo rende adatto a decorare crostate di frutta, il gusto, leggermente acidulo, che lo fa amare anche a chi non apprezza troppo il sapore dolce; il contenuto vitaminico, che tranquillizza i salutisti. Come sempre capita, però, qualche intoppo sul cammino lo ha trovato anche questo frutto nato in Cina, neozelandese d’elezione, anche se oramai padano o emiliano di adozione, viste le coltivazioni esistenti!.

Suscita curiosità la varietà gialla che piano piano si va diffondendo , in attesa che prenda piede anche quello a polpa rossa, ma la domanda è sempre quella: è un prodotto che va ancora di moda? Sul consumo casalingo e personale, indubbiamente si, meno su una cucina che si può definire di ricerca o creativa, vista la scarsità dei piatti nei quali è possibile trovarlo. pizza e kiwi

Fra gli impieghi meno azzeccati, c’è quello che lo unisce a pasta e riso, conditi con largo uso di spezie ed erbe aromatiche, quindi addizionati nel finale, di larghe fette di kiwi: bello forse a vedersi, ma il gusto è’ un’altra cosa. Tacciamo poi delle pizze che lo vedono protagonista. Rimangono da sperimentare, forse, le potenzialità del kiwi con la carne ma non è argomento da buongustai: lasciate pure provare i neofiti della gastronomia, avrete facile gioco nel redimerli!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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