Il fascino dell’assenzio

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Potremmo parlare di controinformazione alimentare, quella che fu costruita all’inizio del ‘900 per mettere al bando la bevanda più diffusa dell’epoca, ovvero l’assenzio. Motivi diversi, soprattutto economici, spinsero il governo francese, dove il consumo della bevanda era il maggiore della vecchia Europa, ad emettere un decreto per vietarne la vendita. E non si può certo parlare di proibizionismo, considerando che tutto il mondo alcolico, dal cognac al vino, passando al calvados e al sidro, veniva regolarmente venduto. Una bella storia su quanto accaduto la trovate qui, dove viene spiegato, con dovizia d particolari, la genesi, la diffusione, la scomparsa e la successiva rinascita di un distillato di erbe officinali che, certo, rispetto ad un più normale vermouth ha acquisito, negli anni un fascino particolare proprio dovuto alla sua uscita dal commercio. Le voci che furono messe in giro riguardavano la sua nocività, ma il problema non riguardava l’assenzio come prodotto, ma le sue imitazioni; per fare un paragone, è come quando in Italia scoppiò lo scandalo del metanolo, non era tutto il vino pericoloso, ma quello sofisticato. Sarebbe come se oggi si trovasse un problema nel prosecco o nell’Aperol ed improvvisamente si decidesse di proibirli: questa era la popolarità dell’assenzio ad inizio ‘900, solo che lo slogan “Bere responsabile” non era certo conosciuto e quindi, i problemi derivati dalla sua assunzione, erano quelli dell’alcolismo in genere. Oggi l’assenzio è tornato di moda: in Spagna non è mai stato vietato, in Italia questo accadde nel 1939 e la legge non è mai stata abrogata e quindi, grazie alla normativa europea, che ha recepito quella spagnola,  che lo si può regolarmente acquistare nei negozi . Il colore può essere bianco, verde e blu, lo si beve al naturale o con l’acqua, ma viene usato anche per aromatizzare gelati o altre preparazioni dolci. Sono nati i bar dell’assenzio, soprattutto all’estero, Praga per esempio, e la comunicazione gioca molto sull’idea del bere proibito:atmosfere dark, che ricordano forse più le fumerie di oppio che dei locali pubblici, il colore verde dominante..bere l’assenzio insomma è diventato come di fare una marachella senza essere sgridati alla fine Credits fabiodevivo.com

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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