Il dolce della Pasqua:può essere il millefoglie?

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Una volta erano le “paste”:la mattina della domenica ti svegliavi sapendo che dovevi passare dalla pasticceria a comprare le “paste”, dopo essere stato in chiesa alla messa. Se però riuscivi a svegliarti presto, potevi andarci anche prima, e lì scattava la colazione sontuosa, per un bambino: cappuccino e brioche assaporati con godimento, seduto al tavolino.

millefoglie

 

Sembra di parlare di fantascienza, di storie non vere, realtà non più realizzabili o credibili: bere un cappuccino? Un bar e una pasticceria aperti? Ricordi di un passato che si ha voglia diventi presente velocemente.

Solo le grandi occasioni erano caratterizzate dai dolci interi.  Per Pasqua sarà la colomba, un prodotto che non è mai riuscito a destagionalizzarsi, eppure nessun ingrediente ha tempi limitato sul mercato: tutto è reperibile tutto l’anno. Ma se non fosse? Ripieghiamo allora su un dolce “vintage” anni Sessanta, come il millefoglie.

millefoglie I detrattori: troppo dolce, troppo grasso, impossibile da mangiare senza sporcarsi di zucchero a velo. Non si taglia, non si spezza, la crema chantilly , o anche la crema pasticcera, dipende a seconda dell’estro del pasticcere, che va per conto suo

Gli amanti: buono anche in monoporzioni, con la sfoglia friabile al punto giusto, la crema vera e non fatta con le polveri. e’ un consumo per forza goloso frammentato, incasinato. Ci possono  stare i pezzetti di cioccolato come no, la granetta di mandorle e nocciole ai lati, oppure anche quella di sfoglia, tanto il successo arriva solo da binomio sfoglia crema..

La frutta ci sta? Ora è un’abitudine diffusa ma anche non necessaria forse. E il cioccolato fuso? Come decorazione..torniamo all’estrema semplicità, se la sfoglia è fatta con solo burro e farina e la crema è fatta con uova vere siamo già molto avanti

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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