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Il digestivo, chi è oggi costui?

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Se uno legge vecchi menu, trova ancora tra la lista delle bevande il termine “digestivo”, ovvero amari e distillati proposti a fine pranzo  appunto, con la funzione di far digerire. Oggi la dizione è ufficialmente bandita, con tanto di medici che contestano questa funzione, giustamente, considerando che a tutto servono fuor che a digerire. Vista la mia età, sono però diventato un grande amante dagli amari, una necessità dovuta al fatto che i distillati modello whiskies e cognac, da me sempre ampiamente graditi, sono diventati letali a fine pasto. E quindi, cosa dipingere oggi come digestivo? Gli amari nati in farmacia hanno ragione di essere ancora protagonisti? E poi, si chiamano amari e poi sono dolci, come spiegare questa strana situazione?Sono stati forse messi in un angolo da infusi, tisane, thé? Può darsi ma il fascino del digestivo, magari con il ghiaccio, è obiettivamente senza tempo. Sarà il segreto degli ingredienti, sarà che ha un posizionamento unico, a fine pasto, ma l’amaro non riesce a scostarti dal suo posizionamento e il suo ruolo. Il fine pasto, un fascino fané inattaccabile, senza posizionamenti alternativi. Non fa digerire ma è troppo accattivante, da una certa età ovviamente

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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