Il compleanno del 2020

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Si era accomodato nella stanza preferita, quella con la terrazza in legno che dominava la vallata. Stava sulla poltrona che usava per leggere e fumare e l’aveva girata, scostato la tenda dalla finestra e cominciato ad osservare il panorama.

PanoramaNon fumava mai al mattino ma per il giorno del suo compleanno amava sempre fare uno strappo alla regola. Aveva riesumato la pipa da qualche mese ed il gusto al momento della  colazione non era affatto disdicevole, soprattutto dopo aver bevuto una tazza di caffè. La seconda tazza era appoggiata sul tavolo e inframezzava la fumata con il caffè: l’insieme risultava piacevole ed energizzante allo stesso tempo. Continuava a svegliarsi presto, l’essere nato a novembre gli permetteva di aspettare l’alba ad un orario decente. Si era messo a leggere in maniera forsennata “I Miserabili” di Victor Hugo, lettura dimenticata  che aveva ripreso con vigore ed il racconto lo prendeva alquanto. L’abitudine di leggere al mattino era nata ai tempi del Covid e non l’aveva più abbandonata. Per troppo tempo aveva trovato scuse, pensato di non avere mai il tempo necessario, quando puoi era bastato mettere in ordine cosa fosse importante nella sua vita per trovare il magico equilibrio: E lo svegliarsi presto per leggere faceva parte d tutto questo. Cominciò a riflettere sullo scorrere della giornata che gli si prospettava innanzi: aperitivo, pranzo, cioccolata, aperitivo di nuovo, cena, il ritmo scandito dai pasti, che erano tutte occasioni per incontrare amici di estrazione diversa. Però si era voluto concedere anche un film al cinema in orario da pensionati, alle 15 e il teatro alla sera, spostando la cena alle 23. Una giornata intensa , ricca di contenuto, senza frenesia. E il pensiero tornò sul compleanno del 2020, davvero unico Tutto era chiuso, nessun cinema o teatro aperto, ristoranti e locali sbarrati, vietato incontrare gli amici.A ripensarci nemmeno lo riteneva possibile aver superato quel momento, però era accaduto, non si trattava di un sogno. Tra l’altro, aveva deciso in quel periodo di mettersi a dieta, quindi non solo aveva staccato dal mondo che frequentava, ma aveva avviato un momento di cambiamento, che partiva dal fisico per arrivare alla mente e ai suoi comportamenti.

quadroEra stato un anno davvero particolare, non che fosse superstizioso, ma il fatto di essere bisestile un po’ lo aveva colpito, ed era successo di tutto. Incredibile come la sofferenza avesse portato le persone a dividersi piuttosto che unirsi. La paura della povertà, lo spettro della solitudine, la rabbia che doveva essere sfogata aveva creato un mondo che non gli piaceva, ma era come se fosse necessario arrivare a tanto. Tanti limiti erano già stati superati, e se non fosse arrivata una pandemia di quel tipo, probabilmente la “cupio dissolvi” del genere umano si sarebbe espressa in una propria autodistruzione. Si ricordò di come allora, il giorno del suo compleanno, stappò una bottiglia per festeggiare al futuro, pensando che il presente fosse un doveroso momento di passaggio. Attaccò la musica, chiuse gli occhi e si lasciò trasportare dal suono, senza pensieri.. Era una sorta di training che gli serviva prima di entrare in cucina. Avrebbe cucinato lui oggi , e le bottiglie se l’era scelte con cura. Anche quella bottiglia di Armagnac, che era rimasta chiusa per troppo tempo, avrebbe sancito il finale della giornata. Si alzò e il pensiero andò ancora al 2020: la fiducia riposta nel futuro era stata premiata.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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