Il Chianti Classico di San Casciano? “Perché Nord!”

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“Perché Nord!”, l’evento organizzato a Villa Le corti dall’Associazione San Casciano Classico, che riunisce 26 produttori di vino di San Casciano Val di Pesa, è stata l’occasione per un bellissimo approfondimento su questo territorio del Chianti Classico, situato appunto nella parte più a nord della denominazione.

Geomorfologia di San Casciano

La masterclass tenuta da Alessandro Masnaghetti ha evidenziato una serie di caratteristiche del territorio, prima fra tutte l’omogeneità di paesaggio: colline morbide con quote altimetriche omogene intorno ai 300 m slm, in questa zona più settentrionale del Chianti Classico, paradossalmente la più calda della denominazione. Uniformità climatica quindi, ma anche a livello di vegetazione, con minor presenza di bosco a favore di olivete e una caratteristica omogeneità nei suoli, in prevalenza di origine alluvionale. Terreni marnosi con forte presenza di scheletro, sia ciottoli arrotondati di origine fluviale che i caratteristici galestro e alberese presenti in concentrazione variabile a seconda del versante e delle altitudini dei vigneti.

Ciò che cambia sensibilmente è l’esposizione dei terreni, se si prendono a riferimento Firenze, quale Nord, la Valle della Greve, quale limite della UGA San Casciano a est, Poggio la Croce per indicare il sud e la Valle della Pesa quale confine territoriale a ovest. Perché come ha sottolineato Masnaghetti, per capire un territorio bisogna per prima cosa guardarsi intorno e prendere dei punti di riferimento per orientarsi.

La Bottiglia del Territorio

Per l’occasione è stata presentata la bottiglia che i produttori soci di San Casciano Classico potranno usare per imbottigliare uno o più dei loro vini. Si tratta di una bordolese del peso di 500 grammi realizzata in collaborazione con Vetreria Etrusca. La particolarità è l’incisione “San Casciano Classico” sul collo della bottiglia, che si rivela solo al momento dell’apertura della bottiglia, rimuovendo la capsula. La stessa scritta si presenta nella parte bassa della bottiglia, in forte rilievo, unita al logo dell’Associazione, che ritrae le due torri all’ingresso principale del paese, fuse in una foglia di olivo stilizzata, dalla punta lanceolata, a simboleggiare le due anime agricole del territorio. La bottiglia sarà utilizzata a partire da ottobre 2022.

Dopo la creazione della UGA San Casciano che riconosce una uniformità di zona in base a caratteristiche enologiche, storiche, produttive e morfologiche, occorre sviluppare una coscienza geografica condivisa. E questo è l’intento dei produttori di San Casciano, che attraverso azioni mirate, a partire dalla creazione stessa dell’associazione  San Casciano Classico, eventi e occasioni di confronto come “Perché nord!” e non ultimo l’adozione di una “bottiglia del territorio”, si stanno muovendo per la creazione di una forte identità territoriale, base per la riconoscibilità sul mercato e tra i consumatori.

 

I vini

Tre vini in degustazione a rappresentare il territorio, tre Chianti Classico annata, poiché questa  tipologia, in cui l’azione umana è meno spinta rispetto alle versioni Riserva e Gran Selezione, esprime in maniera più schietta il carattere di un territorio.

Cigliano di Sopra Chianti Classico 2019: parte nord del territorio. Sangiovese in purezza, rubino con bella trasparenza, è immediato, ha bellissima beva, scorrevole, sa di ciliegia croccante, sambuco e alloro; tannino integrato e finale super equilibrato.

Nunzi Conti Chianti Classico 2019: zona sud est verso la Pieve di Campoli. Il colore si fa più scuro e fitto, ciliegia matura, violetta e dragoncello; di bel corpo, sorso setoso, con tannino essenziale e dal finale piacevolmente rilassato.

Solatione Chianti Classico 2016: zona sud est. Concentrazione, stile che cambia verso una maggior spinta di colore e ricchezza estrattiva. Prugna, rosa canina, pepe e cenni di panforte. Tannino fitto ed evidente con un finale che vira su aromi di cioccolata e after eight.

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Circa l'autore

Riguardo a Sabrina.Somigli Microbiologa poi sommelier, ristoratrice e food blogger. Cercatrice di erbe spontanee e appassionata di somme matematiche: quelle tra farina più acqua uguale mille pani diversi. Chiantigiana della Rufina, concentrata nelle dimensioni, in pratica un caratello di vin santo; dolce o secco a seconda dell' annata, dell'oroscopo e dell'umore.

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