I’Coco Filippo a Firenze

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Dopo aver ospitato una trattoria anonima, un ristorante di pesce, uno cinese, da tre anni la gestione del locale rimane salda nelle mani di Filippo, patron e cuoco, che propone una cucina semplice, di territorio, basata su due fondamenti della gastronomia toscana, il tartufo e la bistecca.Nella sala d’ingresso c’è anche il bancone, altrimenti si mangia in una delle salette sottostanti, non molto grandi in verità. Carta ampia, dove si può scegliere tra antipasti classici: buono l’assortimento di crostini così come il crostone di lardo di Colonnata e semi di finocchio, altrimenti si va da quelli classici con fegatini o stracchino e salsiccia. Di primo, il taglierino con il tartufo di stagione è abbondante, fatto con solo burro e niente panna, sempre porzione monstre per la braciola di manzo fritta e rifatta con la salsa, solo un po’ tiepida come temperatura di servizio. Buone anche le bietole saltate! La carta dei vini è illeggibile, a livello di caratteri di scrittura utilizzati ,ma incredibile nel contenuto: Borgogna e Bordeaux presenti, anche con nomi importanti, altrimenti vini toscani nella maggior parte dei casi. Servizio attento, anche affettuoso, peccato solo che al momento del conto si debba richiedere il dettaglio e trovare un paio di euro in più su una piatto. Tre portate, compreso un piatto al tartufo(nero ovviamente!) 35 euro escluso vini.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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