I primi 5 piaceri gastronomici da concedersi dopo la quarantena

0

Non è per guardare troppo avanti, ma di sicuro  complici le festività, il piacere di gesti quotidiani legati al piacere del cibo, che sono aboliti si fa sentire. Sono magari aspetti della vita di tutti i giorni ai quali non abbiamo mai dato un’importanza considerevole, ma meriteranno d’ora in poi una nuova e diversa attenzione. Tradoitto è il piacere delle piccole cose del quale ci siamo privati a lungo diventando solo consumatori senza anima, ne’ olfatto, ne’ gusto.

espresso

1) IL CAFFÉ AL BAR

Troppo spesso è stato un gesto meccanico quello di fermarsi davanti ad un locale, disattento rispetto a quello che ci veniva offerto , che ci faceva scegliere il  bar magari per facilità di parcheggio, per ingollare un liquido  nero e caldo, che a volte poteva essere veleno allo stato puro. Ora saranno il sorriso del barista, la tazzina adatta, l’aroma penetrante, il gusto avvolgente ed il minuto in più di sosta a fare la differenza.

cocktails2) IL VERO COCKTAIL

Perché non si tratta di guardare il costo: è chiaro anche da un bambino che il prezzo di una consumazione non è legato a pagare tre liquori e del ghiaccio mescolati insieme e versati in un bicchiere, come abbiamo fatto a casa negli aperitivi online, e ci siano accorti che non è la stessa cosa. E’ un gioco fatto di sguardi, di ambiente adatto all’occasione, di musica di sottofondo adeguata , di giusti stuzzichini a farci apprezzare le lounge in cui sedersi  e sorseggiare un liquido avvincente, una volta ogni tanto per premiarsi.

3) LA BRIOCHE APPENA SFORNATA

I ventenni alle due di notte prima o dopo la discoteca, i più anziani al mattino appena svegli essendo insonni, la passeggiata che funziona da piacevole solleticazione del gusto dell’anima e poi l’arrivo nella pasticceria, un piacere atteso e pregustato solo nei minuti antecedenti: la brioche tolta dal forno e messa nel sacchetto, da consumare per strada sul ritorno a casa e la seconda che sarà quella per soddisfare anche lo stomaco.

cono gelato

 

 

 

 

 

 

 

4) IL GELATO LECCATO IN PASSEGGIATA

Perché il gelato è sicuramente  buono in coppa, magari con la panna e i biscotti, e la granella e il cioccolato a pezzi, e i liquori versati, o magari anche il caffè, ma il cono  è un discorso a parte, da mangiare in piedi dialogando con un ‘altra persona, magari tenendosi a braccetto: necessita di abilità, colpo d’occhio e anche di lingua,  è un piacere estremo dal quale non si può rinunciare … come alla fontana che si incontra dopo per strada,  per ripulirsi la bocca e ricominciare.

panino

 

 

 

 

 

5) IL PANINO MANGIATO PER STRADA

Può essere il classico fiorentino,  con il lampredotto e la salsa verde, ma anche quello vegetariano preparato dal truck vegano con le verdure grigliate e le erbe aromatiche , oppure può essere  l’hamburger con bacon e cheddar( anche quello sì) che conquista gli amanti della cucina opulenta e grassa. Il profumo che attira, il morso che conquista, il condimento che cola e il doversi pulire dopo leccandosi le dita fanno il resto del piacere…

Se tutto viene fatto  in compagnia potendosi toccare ed abbracciare ancora meglio.

 

 

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento