I miei ravioli di magro….

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Perché i miei? Perché altrimenti dovrei spiegare il concetto di tradizione, dovrei far capire perché li faccio diversi, dovrei giustificare alcune scelte..così no, dico cosa voglio fare e perché lo faccio, criticabile quanto volete però unico. Magari imitabile, magari disprezzabile, chissà..certo che in questo caso voglio vedere il piacere di chi li mangia, devo capire cosa passa nella testa, amo far cedere le papille gustative ad un pensiero non certo immacolato. E quindi, la mia versione di ravioli senza l’utilizzo di carne, un tributo alla primavera, una voglia di stupire senza assaltare le papille con sapori consueti

Sulla pasta non ho troppe pretese, farina di grano tenero e uova, quello che riescono ad assorbire metto, poi il riposo. Intanto il ripieno: gli spinaci sono saltati in padella con aglio e olio, da crudi, quindi sono tritati, dopo averli salati, insaporiti con sale fino e  pepe bianco. Tritati finemente, quindi nocciole tostate  e frantumate, ricotta di bufala potendo, altrimenti pecora, quindi mascarpone e robiola, tutto in parti uguali. Pecorino grattugiato a dare sapore , ma anche poi delle carote tagliate a bastoncini saltate in padella con olio EVO e semi di sesamo. Pasta stesa sottile a mano, poi i ravioli ritagliati a piacere, rotella zigrinata però. Il condimento: piselli freschi fatti rosolare con aglio e prezzemolo sempre in olio, ma anche una crema di scalogni ottenuta con la loro cottura in forno e frullati con peperoncino verde fresco e filo di olio. Cottura  in acqua e dopo, non saltati, poggiati sulla crema, quindi i piselli, infine la ricotta salata e un po’ di pepe. Da mangiare in maniera voluttuosa

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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