I fiori a tavola

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Quando si va invitati da qualche coppia di amici è consuetudine portare un mazzo di fiori: chiaro che la scelta di fiori diventa importante, per evitare di fare gaffe. Mai troppo profumati per non disturbare l’olfatto, colori non troppo sgargianti per evitare collisioni con i colori di casa e poi lunghezza del gambo non eccessiva per evitare, nel caso fossero utilizzati come centro tavola, che le persone siano oscurate alla vista l’una dell’altra.Centrotavola

A vostro avviso, è sempre valida la vecchia regola che vuole che i fiori si facciano arrivare nelle case durante il pomeriggio,sperando che il fioraio non sbagli campanello, accompagnati da un biglietto di ringraziamento, o addirittura  recapitati il giorno successivo?  Oppure è sufficiente portarli direttamente la sera?Fiori a tavola

I fiori non si portano andando a una cena, perché si costringe coloro che accolgono a trascurare gli altri ospiti per trovare una sistemazione o un vaso ai fiori. D’altronde, a meno di accordi precedenti, è vietato anche portare il dolce o il vino, perché i padroni  di casa che ha studiato il menù ha già pensato ai giusti abbinamenti e al dessert. Meglio portare un buon cognac o un bel libro, almeno questo negli inviti formali. In ogni caso, l’importante è che siano fiori non eduli, altrimenti si rischia di vederli mangiare in diretta!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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