Half Marathon Firenze 2016, la cronaca di un critico gastronomico

0

Premessa doverosa: NON APRITE QUELLA PORTA SE NON SIETE CONVINTI, ovvero, correte se avete testa per prepararvi anche un po’ le gambe, altrimenti rimanete fregati!! Motivo del contendere? La XXXIII edizione della Half Marathon, ovvero 21 Km e 97 metri da percorrere nel centro cittadino di Firenze, per una gara che permette di passare in luoghi  tendenzialmente invasi da auto nei giorni feriali o comunque frequentati da un pubblico pedonale ampio e variegato. Che c’entro io, mi chiederete? (Mi sembra di essere Collodi con Pinocchio, lo so, parlando ai lettori ..) L’amica Raffaella Galamini , giornalista e ufficio stampa IMG_9320dell’evento, mi convince a partecipare quale testimonial, per raccontare DA DENTRO, una manifestazione che sta diventando sempre più famosa non solo in città e non solo. Ora, un critico enogastronomico, che passa la vita assaggiando vini e degustando cibo, non ha la preparazione specifica per l’evento sportivo  però ci provo lo stesso: alla fine saremo, in due, io e Michaela Barillari, di quelli contattati, a terminare la corsa! Da fine novembre inizia una pseudo preparazione personale sulla distanza: è l’anno giusto, sono rimasto i mie 72, 4 chili dopo la dieta estiva ( dopo la mezza maratona, 71,2!!) se non ci provo quest’anno non lo faccio più, quindi corro tre volte la settimana poi le vacanze di Natale quindi riprendo da gennaio. La visita al centro sportivo con il nutrizionista è da vergognarmi, lo confesso: passi il medico sportivo con  l’ECG sotto sforzo, passi il peso, mi trovo più alto di 2 cm di altezza, sono felice poi il colloquio con il nutrizionista: ecco, un marziano era più accettabile. Non poteva pensare che bevessi 6 caffè a giorno( quando va bene). carne e pesce nello stesso pasto, colazioni inesistenti, e non aggiungo altro..Non ho seguito nessun consiglio lo devo ammettere e confessare. I giorni trascorrono fino ad arrivare a quello fatidico:  ci arrivo dopo una settimana passata senza allenarmi o quasi,  ma la mattina si pone tranquilla, due passi in una Firenze domenicale sono gradevoli, il pubblico è divertente: il mondo dei runners è variegato, mi ritrovo alla partenza con un consulente marketing, Maurizio Di Dio che ha deciso di correre all’ultimo momento, unico rappresentante del mio mondo, per il resto osservo divertito persone arrivate da Spagna, Francia ed altri paesi per correre a Firenze. Intubato nei miei pantaloni attillati, la maglietta VIOLA e il resto, attendo fiducioso la partenza: scoprirò solo durante il percorso che chi corre i dieci chilometri è con noi , quindi andature elevate, chiacchiere scherzi e lazzi,  solo alla fine di metà percorso capisco il perché. Bene i primi dieci chilometri,  passano tranquilli, sono stupito delle persone che parlano in continuazione, io non ho fiato, bello osservare da vicino il Duomo e il campanile di Giotto, percorrere per strade consuete ma affascinanti, il fiato regge, le gambe pure, pare tutto divertente. Scelgo di limitare rifornimenti, un po’ di spugna imbevuta di acqua, da bere poco i sali mi sembrano già troppo: una coppia di  maschi di fronte a me, continua a correre e fermarsi, non è ideale per seguirla, devo capire a chi accodarmi. Mente poco lucida, sarà poi altra figura questa fondamentale per finire. l’impiegato che mi spiega come anche per lui questa gara rappresenta una sfida, se arrivo io arriva anche lui. Il fiato regge, non rimpiango le sigarette fumate, forse qualche piatto speziato, i bruciori di stomaco ricorrono, è la testa che ti porta avanti. La solidarietà tra simili è bella, le persone che ti applaudono senza averti mai visto, le persone che ti corrono accanto per sostenerti, però poi rimani solo. Pensi a quando marciavi da giovane, a quando gareggiavi, a quando hai fatto il Passatore per due volte: il bello è che mentre ti sforzi a correre non pensi al lavoro e ai IMG_9316problemi relativi, ne hai altri da risolvere al  momento;-) Il bel risultato è che non hai vesciche, ti fa piacere aver seguito i vecchi consigli del passato, aver spalmato crema sul piede, non mi fermerò per questo insomma! Tremendamente dura, la crisi arriva al 17° chilometro a 4 dalla fine non posso mollare lo capisco, ma non è facile continuare. Il mio angelo custode mi racconta della sua vita, che va a Roma e Milano per lavoro, dei figli,  e per me è salvifico ascoltarlo. 19° chilometro sono in via Romana, devo passare da piazza Pitti, poi Ponte Vecchio e infine arrivare in piazza Santa Croce. Continua l’incitamento della folla, sul Ponte Vecchio un ragazzo mi offre il 5 ma poi lo nega, un’arzilla 75 enne mi urla a tutta voce “VAI NONNO!” e la cosa mi perplime alquanto, ma mi infila un po’ di adrenalina in corpo . Gli ultimi metri sono terribili , no asfalto, solo pietre, non ci posso credere, arrivo nel tempo massimo, sotto le 2 ore e trenta: niente rispetto a tanti che hanno corso, il massimo per me, la corsa è questo, contento per te e gli altri, rimasto colpito in senso positivo dagli applausi dei corridori al primo che ci ha doppiato. Finalmente il traguardo, non oso crederci, sorrido dopo che la faccia era diventata una maschera, che aveva urlato con suoni gutturali, che avevo perso qualunque forma di compostezza! La lacrimetta non scende ma capisco chi cede.. Adoro assaporare tè e sali, anche acqua, alimenti quasi sconosciuti nella mia nutrizione abituale, stavolta non ci ho provato con lampredotto e salsicce non era il caso…Ma se provassi anche la maratona?? Magari con una squadra di colleghi, cuochi e sommelier..la potremmo chiamare “GRASSO CHE COLA”

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento