Guida Vini d’Italia dell’Espresso: come organizzare un case history ad un corso di formazione sulla comunicazione

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E’ stata bella ma breve, passionale, ma corta: la querelle relativa all’avvicendamento dei curatori della guida dei Vini d’Italia dell’Espresso, Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, sostituiti da Andrea Grignaffini ed Antonio Paolini, per la prossima edizione di “non guida” come si è affrettato a precisare il responsabile di tutte le Guide andrea_grignaffiniEspresso Enzo Vizzari, è già sgonfiata. Un paio di comunicati in uscita, la settimana delle anteprime dei vini IshSYAettoscani alle porte,  che già vede alcune defezioni per evitare incontri sgraditi,  e si riparte per il nuovo anno. Tutto quanto accaduto  è molto interessante  da un punto di vista didattico, ci sono spunti per far ragionare le nuove generazioni di giornalisti o addetti alla comunicazione sui meccanismi di trasmissione delle notizie e di stimolare suggerimenti da chi come “digital native” , avrebbe gestito l’intera vicenda. Suddividiamo i protagonisti e i fatti, per capire meglio gli aspetti salienti.

LA NOTIZIA

La notizia è rimasta nell’ambito degli addetti ai lavori, non ha toccato le pagine di quotidiani e di siti di notizie non specializzati: bravi Luciano Pignataro nel suo blog a dare la notizia in esclusiva e Carlo Macchi nell’avere, sempre in esclusiva, le interviste di Gentili e Vizzari su Winesurf. Tra i siti specializzati che hanno riportato l’accaduto , quello che ha avuto più commenti risulta Intravino.

STRATEGIA

Dopo aver visto che la notizia era  rimasta in ambito ristretto, Vizzari interviene solo dopo l’intervista a Gentili , chiamando lui stesso la redazione: si tratta di “normalizzare” la situazione e cercare di dare una versione di fatti definitiva: tornarci sopra diventa solo chiacchiericcio e lo deve ammettere anche Fabio Rizzari , intervenuto con un commento sul sito. Poi la notizia scorre sui siti, è ancora in home page su Winesurf, ma su Luciano Pignataro è già in seconda pagina, tiene la prima anche su Slowine.

PUNTI SALIENTI DA FAR NOTARE AGLI STUDENTI

Prima domanda dell’intervista a Vizzari:

Buongiorno Enzo, hai letto l’intervista ad Ernesto Gentili?
 
Certo e confermo di aver parlato con Ernesto a gennaio. Vorrei precisare di non essere stato vago ma molto esplicito nel dire “la guida dei vini non si farà più”.

Non dice però che termina il rapporto, sposta quindi l’attenzione su altro. Ottimo modo di rispondere ad una domanda dicendo altro, è una tecnica che serve ad un manager per portare la discussione sul terreno a lui più congeniale. Da insegnare a coloro che devono fare comunicazione per grandi aziende e devono preparare le interviste insieme ai top manager

SITUAZIONE ECONOMICA

Viene citata come una delle cause: affermare pubblicamente che la guida “è in rosso” da 13 anni può essere molto rischioso per un gruppo editoriale. Perché farlo? Prima cosa si sa bene come i bilanci possono essere costruiti in maniera diversa,  poi non si spiega di quanto è il rosso, in questo modo però si apre la possibilità a nuovi investitori con un prodotto editoriale completamente nuovo. Già negli ultimi anni il gruppo editoriale si era aperto  ad accettare la pubblicità di produttori di vini nella guida Vini e di ristoranti nella guida Ristoranti, questo fenomeno potrebbe aumentare ma inserito in una veste più consona

FUGA DI NOTIZIE

Qui la costruzione è splendida: se c’è fuga di notizie si deve subito comunicare per stoppare le voci incontrollate , se un giornalista ha una notizia la deve dare, le due cose sono inattaccabili da parte degli altri. Certo, va fatto notare che chi abbia scoperto la fuga è uno dei giornalisti che ha un rapporto diretto e continuo  con Vizzari: che vizzari2lavori con una guida concorrente per quanto riguarda i vini è un fattore secondario. Sempre bene insegnare poi agli studenti che le fughe di notizie, e nei casi giudiziari è una regola costante, partono spesso dall’interno , per vari motivi.

ALTRE CASE EDITRICI

Nessuno vuole pensare male ma gli studenti vanno fatti riflettere: Slowine Slow Wine ed Espresso vanno a toccare gli amanti del vino che la pensano in maniera simile. Perché farsi la guerra inutilmente? Slowine Slow Wine ha ottimi rapporti con il gruppo EspressoCarlo Petrini, fondatore e leader internazionale del  movimento è collaboratore fisso di Repubblica. Slowine Slow Wine è di proprietà di partecipata da Giunti Editore. La cosa migliore è trovare una collocazione per i due ex collaboratori  dentro Giunti.

ULTIME CONSIDERAZIONI

In tutto questa situazione ci sono una serie di collaboratori che vengono citati e ringraziati solo dai due responsabili delle Guida, alcuni che hanno avuto negli anni un ruolo determinante e importante, altri che magari hanno prestato gratuitamente la loro opera con ruoli magari più marginali ma pur sempre attivi. Il direttore responsabile nemmeno li cita: perché? Una sorta di precisazione sui possibili futuri collaboratori: sappiate che il posto c’è per fare qualcosa ma non fatevi venire sogni strani in testa, solo ruoli di secondo piano e lavorare

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

7 commenti

  1. Ciao Leonardo
    in questa ricostruzione, arguta e vivace come tuo solito, perdi però secondo me la cornice in cui si è verificato questo cambio e tra i cento commenti che ho letto in giro per la rete è stata presa in considerazione solo da Andrea Gabbrielli e Stefano Tesi. Questo avvicendamento avviene infatti in un momento di crisi strutturale del settore editoriale, generalista e specializzato, con gli editori che sono ossessionati dal taglio dei costi perché non possono essere retti solo con l’attività in rete, per quanto grandi possano essere i numeri.
    L’anomalia non è che il rapporto con Ernesto e Fabio si sia interrotto, ma che sia durato tanto, cosa assolutamente rara per chi lavora nel settore. Io stesso sono stato promosso, rimosso, trasferito di sede e spostato quasi una decina di volte in trent’anni e non osno una eccezione.
    Mi rendo conto che ci possa essere il sospetto, alimentato dall’ayatollah di Cerignola e dal suo pard, a cui tu stesso mostri con savoir faire di dare cedito, che sia stato Vizzari a scegliere il canale per far uscire la notizia, ma non è andata così. E’ successo invece che, visti i rapporti personali e professionai, prima di pubblicarla, io abbiamo chiamato Vizzari per chiedere conferma e in che termini potevo scriverla senza dire sciocchezze. In poche parole, ho fatto una normalissima verifica. Come ti arrivano le notizie? Ecco, questo sarebbe un argomento interessante, ma uno dei canali principali è che te la da qualcuno che presuppone che tu già la sappia. Ok? E non vado oltre perché la tutela delle fonti è il primo fattore di credibilità per chi fa questo lavoro, lo so bene io che ho fatto il cronista di giudiziaria in tempi di camorra e tangentopoli in tribunali abbastanza caldi oltre che pericolosi.
    Ma secondo me l’aspetto più affascinante di questa come altre vicende (Gambero Rosso versus Bonilli, rottura Cernilli-Ricci, le beghe di Dissapore, rottura Bernardi-Fumelli) è non aver compreso che Facebook e i Social oltre che luoghi di circolazione di notizie e di idee sono anche sfogatoi di psicodrammi da lettino. E che dunque è impensabile poter prendere delle decisioni importanti senza giocare d’anticipo non solo con i media tradizionali (il classico comunicato stampa invocato come forma di cortesia), ma su tutti i fronti.
    Ecco, questa è materia per chi è impegnato a fare comunicazione azienda.
    Scusa la lunghezza di questo intervento. Ma le reazioni alla vicenda sono molto più interessanti della vicenda stessa che, ripeto, è solo un normale e banale the end come tanti sono avvenuti purtroppo nel mondo editoriale italiano degli ultimi cinque anni (cito solo i periodici Rcs).

    • Caro Luciano,

      non ti ho risposto con i tempi che il web vorrebbe e me ne scuso, malanni di stagione mi fanno andare a scartamento ridotto. Rileggendo il tutto, concordo che 13 anni di collaborazione sono lunghissimi, non è la notizia che ha lasciato stupiti, quanto è il modo. L’avvicendamento è normalissimo in questo settore lo so bene, ma una mail ai due responsabili, che poi la potevano trasferire ai loro collaboratori, era in effetti facile da inviare, non poneva l’imbarazzo de telefono e della voce e chiudeva la cosa, ma tant’è, è andata così. Sulla tutela delle fonti: nemmeno ci penserei a chiedere la fonte ad un giornalista, quante volte mi sono trovato a dare la notizia facendo arrabbiare : quello che dici è giustamente un elemento da utilizzare con gli alunni “uno dei canali principali è che te la da qualcuno che presuppone che tu già la sappia.” Poi mi fido di quello che scrivi figurati, anche se entrambi i 50 li abbiamo superati ed abbiamo i capelli bianchi 🙂

  2. Buongiorno,
    vorrei correggere un’inesattezza. La guida Slow Wine (si scrive così) è pubblicata da Slow Food Editore, società di proprietà all’80% di Slow Food Italia e al 20% da Giunti Editore. Quindi scrivere che “Slowine è di proprietà di Giunti Editore” non fa proprio un gran servizio di informazione al lettore. Tanto più che Giunti è sempre stato un partner decisamente rispettoso del fatto che Slow Food Editore faccia riferimento (essendone diretta emanazione) a un’associazione e alle sue linee guida.

  3. Solo una precisazione. Se la frase “Vizzari interviene solo dopo l’intervista a Gentili , chiamando lui stesso la redazione” si riferisce all’intervista su Winesurf, allora è meglio precisare, come ha fatto bene Carlo Macchi, che “Enzo Vizzari, prima che lo facessimo noi, ci ha chiamati”. Vizzari molto probabilmente avrebbe chiamato anche prima, se avesse conosciuto prima il numero di cellulare della redazione di Winesurf.

    • Gentile signor Crosta, mi fido di lei, probabilmente ha un rapporto molto stretto con Enzo Vizzari se scrive per suo conto :-). Prendo nota e la ringrazio.

      • No, ho un rapporto semmai con Carlo Macchi e da parecchi anni, inoltre non credo che l’editore in questione abbia bisogno di qualcuno che scriva per lui, visto che è intervenuto con dei commenti un po’ dappertutto. Prenda pure nota, così se si liberasse un posto in FB fra i suoi numerosi amici sarei anche lieto che lei rispondesse alla mia richiesta di amicizia. Per ora la seguo, auguri anche a lei per il buon servizio che il suo blog rende ai lettori.

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