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Gnocchi alla romana, piatto vintage : tornerà di moda?

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Mi sono sempre chiesto cosa  ci potesse entrare un piatto come gli gnocchi di semolino con Roma: sembra quasi una presa di giro di un popolo abituato a sapori netti e decisi, preparazioni semplici ma ben caratterizzate al gusto. E qui invece siamo di fronte a ad un piatto lieve, quasi etereo, dove l’esaltazione del sapore è affidata alla gratinatura. Ricetta elementare, d’accordo, latte fatto bollire con burro, sale e noce moscata, quindi il semolino versato a pioggia, cottura sul fornello e poi aggiunta di parmigiano e tuorli d’uovo. Già il parmigiano a Roma…poi l’impasto viene steso e con lo stampo si ricavano i dischi che vanno gratinati con parmigiano e burro..a Roma il burro…Bah! Rappresentano il  piatto da albergo, per antonomasia, quello che non scontenta nessuno, la riserva di energia per la colazione di ciclisti (lo preparai ad una squadra in ritiro in albergo alle cinque del mattino, quando avevo diciotto anni..), la pietanza adatta a nonni e bambini, perché forse nell’età d mezzo un concetto di godimento palatale più netto lo si vorrebbe ottenere. Secondo lo schema classico, si accompagna con salsa di pomodoro, ma forse potrebbe essere ripensato e rivalutato inserendo altri tipi di formaggio come gorgonzola già nell’impasto, ingrassandoli con della pancetta, ricoprendoli di una salsa grassa e densa come besciamella…o forse meglio lasciarli così che hanno il loro fascino nell’essere tremendamente banali e la semplicità, incredibile a dirsi, affascina…

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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