Gli aggettivi utilizzati nelle descrizioni del vino

0

La descrizione del vino, nel corso degli anni, è diventata un esercizio di stile particolarmente interessante, una semantica da studiare ed analizzare come altri linguaggi specifici utilizzati per altri argomenti. Solo che a volte si arriva a dei risultati tra il comico e il grottesco.

il vino Ci sono indubbiamente persone capaci di affabulare il pubblico, virtuale o in carne ed ossa, attraverso la capacità di eloquio precisa, ben impostata, dai toni attenti, dove conta di più il linguaggio non verbale che le parole dette: a loro è concesso di tutto. Anche perché questo avviene in situazioni dove l’uditorio è disposto ad ascoltare qualcosa che lo rapisca e faccia volare la mente. Poi però ci sono anche coloro che semplicemente “copiano” ovvero si ispirano a quello che sentono e ripetono in maniera pedissequa quello ascoltato e fino a lì va bene, salvo poi esagerare e creare nuovi termini improponibili: un po’ come se uno copia Picasso e lo vuole superare, difficile che accada almeno a breve.

grappolo Devo confessare che sono rapito dalla  capacità di essere convinti di quello che dicono e non sono pochi i neofiti che seguono con assoluta dedizione quanto viene ripetuto. Mi sono trovato anche io, da alcuni produttori a fare descrizioni del vino semplici e corrette, salvo poi accorgermi che risultavano più contenti se aggiungevo qualche parola roboante.

 

Vogliamo fare qualche esempio per far capire meglio ? Innanzitutto il frutto può essere “cordiale”, come un amico, per non parlare dell’“abbraccio alcolico” che, di questi tempi, può essere altamente pericoloso. L’“esprit piritico terroso” per un non addetto ai lavori può suonare quasi come un’offesa, così come il vino “viscerale” qualche problema ai deboli di stomaco lo può fornire, Quasi erotica la descrizione di “montata tannica”, soprattutto se abbinata al vino che “urla”! Se poi si arriva ai “pertugi chinati”  ed il tutto è “ben oliato” la cosa si fa seria. Che poi i vini potessero parlare fino a “sdilinquirsi nell’eloquio” beh..”Alice nel paese delle Meraviglie” è un libro che ha fatto scuola!

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento