Fumo e degustazione

0

Per un gastronomo che si rispetti, una delle scene che più di ogni altra ferisce allo stomaco mentre sta mangiando, è quella di osservare, nel corso di una cena, gruppi di persone che si alzano da tavola tra una portata e l’altra per andare a fumare. Si tratta di una mancanza di rispetto notevole, nei confronti del cuoco e del personale di servizio, costretto ad improbabili attese con i piatti già pronti, che non possono essere serviti a causa dell’assenza del cliente.Di conseguenza, o si mangia cibi freddi, riscaldati alla meglio, altrimenti, nei locali top, i piatti sono da buttare e rifare di nuovo. La legge contro il fumo ha permesso di liberarci definitivamente dei locali trasformati in camere a gas, dove l’aria azzurrognola che vagheggiava nelle sale faceva un’atmosfera bohèmienne, ma rendeva impossibile la vita dei buongustai. Pur lasciando, ovviamente, piena libertà di scelta alle persone, la domanda che viene da porsi è quale significato può avere il cibo per tanti fumatori incalliti:riempistomaco? Gioco tra gli ingredienti? Intermezzo tra una sigaretta e l’altra? Oltre ad avere un palato falsato nel gusto, anche le mani risentiranno delle aspirazioni del tabacco e quindi, i poveri commensali seduti vicino al fumatore, avranno i sensi disturbati da tale pratica. Sarà per questo che, nel passato, soprattutto durante la Belle Epoque, le signore usavano fumare utilizzando lunghi bocchini: oltre che per darsi un tono, era anche, forse, per non perdere nemmeno uno degli aromi presenti nella loro coppa di champagne! L’unica strada divertente da percorrere nei legami tra fumo e cibo è quella che vede protagonista il sigaro toscano, dagli aromi più delicati e fragranti rispetto a quelli della sigaretta. Ci sono chef che hanno provato a cimentarsi nell’utilizzare il tabacco in alcune preparazioni, come nei dolci al cioccolato, oltre che impiegarlo anche per aromatizzare determinati alimenti, quale ad esempio il salmone leggermente affumicato. Il gioco in questione, una tantum, può anche funzionare, ma solo fra persone consapevoli e consenzienti, in cerca di emozioni alternative. Altrimenti, costa così tanto aspettare il momento del dolce per fumare una sigaretta? Era anche la vecchia norma di galateo citata da Donna Letizia nel suo trattato, “Il grande libro della casa”:le sigarette si tirano fuori chiedendo il permesso alla padrona di casa, nel passaggio dalla sala da pranzo al salotto per il caffè. Una semplice regola facile da rispettare ancora oggi.www.ladyblitz.it

Share.

About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Leave A Reply