Firenze vista con uno sguardo agricolo

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Godi, Fiorenza, poi che se’ sí grande, che per mare e per terra batti l’ali,e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Inferno XXVI, 1-6)

Guardando da un lato da Fiesole e dall’altro da Bellosguardo, per dire solo due tra i nomi più famosi, Firenze giace al centro di una  conca di colli, un monumento artistico nel suo insieme. Firenze è la mia città e la amo nel profondo… riesce ogni volta a crearmi dentro quel livello di Emozioni dove si incontrano sensazioni celesti date dalle arti e  sentimenti appassionati. Tutto qui ispira grandezza, gusto, umanità, purezza e bellezza nel più alto grado. Quest’anno girando Urban Wine con Leonardo Romanelli e Dodiciquindici Visual Studio, ho avuto la possibilità di scoprire la bellezza di Firenze da angoli che poche volte o mai avevo perlustrato. Lungo il viale dei colli, vicino al Forte Belvedere, sì ha una visuale della città incastonata negli elementi naturali e in ciò che mi è più familiare, la campagna!

FirenzeVedere il Cupolone spuntare da dietro le frasche di un olivo, sentirlo tanto vicino quasi da poterlo toccare e trovarsi invece immersi in un campo di olivi, viti maritate, piccoli orti … è come tuffarsi dritti dritti nel passato, è chiudere gli occhi e sentire come tutto renda ancora più bella e più vera la nostra Firenze. La campagna delle dolci colline corre fino a quasi Ponte Vecchio a segnare come il tempo qui si è fermato, l’uomo ha avuto rispetto di così tanta bellezza tanto da lasciarla il più possibile vera e intatta. .Gli olivi argentati che si scuotono al vento su una Firenze ahimé deserta per via del problema Covid19 rendono l’atmosfera ancora di più  come sospesa nel tempo tra bellezza e realtà. La campagna che circonda Firenze è elegante e curatissima, piccoli giardini naturali dove vive ancora una realtà contadina genuina.Penso che il mondo fiorentino del vino e dell’olio in generale deve tantissimo a questo concetto del conservare e tutelare che le famiglie nobili fiorentine  e gli abitanti stessi hanno custodito nel tempo .La nobiltà dei vini che si producono negli areali vocati intorto a Firenze respira e affonda le radici nella storia.L’arte dei vinattieri era un’arte minore ma già nel 1288 si era costituita come corporazione autonoma separandosi da fornai e albergatori con un’ identità precisa  che anche Dante ne da testimonianza nelle sue opere. Proprio intorno all’epoca di Dante erano in embrione alcune grandi dinastie enologiche. Berto de’ Frescobaldi produceva vino già nel 1308 quindi coevo a Dante. Nel 1385, qualche decennio dopo la morte del sommo poeta,  aderiscono alla corporazione la Famiglia Antinori.. I Ricasoli sono già proprietari del Castello di Brolio dal 1141. Nel 1398 si hanno testimonianze circa Ser Lapo Mazzei avo dell’omonima dinastia e considerato il padre del Chianti Classico.

FirenzeUn passo del Purgatorio dantesco recita: “e perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola”. In questi giorni di memoria storica per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri non posso non far riferimento  a questi versi di Dante che trovo  universalmente tra i  più belli dedicati al vino e così ancora attuali . Simboleggiano la trasformazione dell’uva in vino come l’anima umana che s’infonde nello spirito della natura.

La Natura in primavera è rappresentata perfettamente da questa immagine, la vite in particolar modo che in questi giorni  comincia a “piangere”… un momento sempre estremamente commuovente, anno dopo anno. La linfa torna a scorrere nei vasi e da il via ad un nuovo ciclo produttivo. Lacrime di vita che gocciolano dalle ferite di potatura… metafora della nostra esistenza,  dopo le difficoltà c’è sempre la speranza, dalle ferite il pianto e dalle lacrime la vita!

Bicchiere vinoRicordare la storia è fondamentale per apprezzare e valorizzare i prodotti che la terra ci dona. Comprendere la loro evoluzione nel tempo è stimolo di crescita continua.Lo spingersi  ancora oggi della campagna ai margini del centro storico di Firenze ha una valenza non solo storica ma fa riflettere su come da sempre la campagna sia parte predominante del costituirsi di una società.  Il vino, l’olio, i prodotti degli orti, il grano sono elementi semplici e fondamentali per la storia della cucina fiorentina. Una cucina fatta di piatti contadini, estremamente semplici ma nella loro semplicità esaltati dai frutti della terra che qui a Firenze, come le opere d’arte si sublimano in estremo e raffinatissimo piacere. Cosa sarebbe ad esempio la pappa al pomodoro, così disarmante per la sua semplicità, se non ci fosse l’olio extravergine di oliva proveniente proprio dalle colline che circondano Firenze. Pieno di sapidità e piccantezza riesce a renderla un piatto ricercatissimo e prelibato.  Preziosissimo oro giallo che brilla tra tonalità verde smeraldo,  fa bene alla salute e ai piatti e rende ricca anche solo una fetta di pane.. Proprio come i monumenti di questa stupenda città, austeri, sublimi, di una semplicità che chiama eleganza e innalza gli animi al cielo.

urban wineAnche il  Giglio, simbolo di Firenze, è un richiamo alla Natura che la circonda . Il giglio fiorentino in realtà  non sarebbe la raffigurazione di un giglio vero e proprio, ma del cosiddetto “giaggiolo”, pianta della famiglia delle Iridaceae, molto comune nelle campagne toscane . Simbolo della  rinascita, dell’arrivo della primavera, proprio come l’antico nome Florentia congiunto con la dea Flora. Arte, bellezza e Natura in un intreccio senza fine.La natura divina ci ha dato la campagna poi l’uomo ha costruito le città sulla base delle conoscenze che crea lo studiare e amare la natura. Per capire la fisiologia di una città è necessario tenere conto dell’intero ecosistema che la caratterizza . Come già  teorizzato dal botanico britannico Patrick Geddes c’è la potente idea che ogni città è da considerarsi un essere vivente frutto della sua storia, dell’interazione con l’ambiente, delle reti sociali, economiche ed ecologiche.Ogni città ha i suoi spazi nascosti, angoli da scoprire, finestre su archi di bellezza. L’ambizioso progetto Urban wine  ha proprio questa valenza riscoprire luoghi a noi noti con occhi nuovi, con rinnovato stupore legato alle eccellenze enoiche che ci rendono unici nel mondo .In città si sogna la campagna e in campagna si sogna la città… in Firenze tutto è concentrato in angoli di bellezza, in perfezione di dettagli.. dove città, arte e campagna continuano a coesistere e creare costante meraviglia.

Più ci vivi e più ti accorgi di amarla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Circa l'autore

Nel 2002 comincia la mia avventura con il mondo vitivinicolo presso l'azienda agricola I Veroni nel Chianti Rufina fino a diventarne la responsabile produzione. Ma comincia soprattutto la conoscenza di un mondo Impossibile da non amare che ti entra dentro partendo dall'amore per le viti e la magia della trasformazione. La conoscenza e l’amicizia con chi ha già da tempo amato ed imparato ad interpretare questo mondo è forse la scuola più importante che abbia potuto avere e sulla quale cammino ogni giorno nella mia crescita di vignaiola.Sportiva da sempre amo le sfide e il superare i propri limiti, in nazionale juniores di atletica leggera sono arrivata fino ai campionati europei. Velocista non solo nei piedi e nelle gambe ma soprattutto nella testa … assaporare ogni secondo e curare ogni dettaglio è per me una scuola di vita e un mio modo di affrontare il mondo. Sogni? Continuare ad imparare e riuscire attraverso il vino a far assaporare la natura nel rispetto totale della sua Essenza. Vorrei imprigionare nelle bottiglie le emozioni che provo quando sono in vigna e farle vivere agli altri attraverso i miei vini. La passione per ciò che si fa è un motore per continuare a sperimentare e una opportunità per trasmettere ai nostri figli la consapevolezza che merita sempre provare, cascare, rialzarsi e realizzare i sogni piccoli e grandi che siano.

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