Fiori da mangiare..

0

Tutto torna, o meglio tutto si conserva trasformandosi: vado a scomodare Lavoisier solo per fare l’osservatore  di quanto succede nella vita: la moda non è solo quella dei vestiti, è anche alimentare, e quindi prodotti che hanno successo in un periodo, scompaiono e poi riappaiono, magari in veste diversa, ma sempre loro sono.

fiore eduliNegli anni Ottanta..erano quelli del riflusso, ma anche oggi non butta male, anche da un punto di vista gastronomico. In quegli anni venne fuori un cuoco, in Italia, che ebbe un successo spropositato, rispetto alle reali competenze, solo perché  fu il primo a cucinare con i fiori. Pubblicò un libro, andava in televisione, poi fu di nuovo inghiottito dall’anonimato. Da più di dieci anni, i fiori sono tornati alla ribalta, ecco  nei ristoranti cominciano a sono molte le  ricette dove, avverte il cameriere premuroso, “I fiori sono edibili” ovverosia mangiabili.Non solo il cameriere deve anche sapere bene a quale genere vegetale appartengono, una memoria sviluppata soprattutto in quei locali dove il cuoco ne utilizza a decine.

fiori commestibiliLa domanda sorge però spontanea: sono buoni o decorativi? Si aggiungono alle pietanze per dare colore o perché sono effettivamente un ingrediente indispensabile?  In Toscana è d’uso mangiare, alla fioritura, il fiore d’acacia fritto ma spesso, nella cucina moderna, i fiori vengono solo aggiunti da crudi. A me piace molto quando sono attaccati al prodotto, come mi è successo recentemente con il fiore di cetriolo. Dureranno questa volta?

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento