Filippi

Filetto al pepe verde, perché nacque? E perché sopravvive…

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L’idea nasce da un amico, Fiorenzo Sartore, che posta su Facebook una foto di un filetto al pepe verde. Pensavo fosse una foto d’antan, scopro che lo ha mangiato durante l’ultima edizione del Vinitaly : è stata una strana sensazione, tra lo stupito, l’ammirato, il disgustato, il sorpreso. Mi riporta agli anni Ottanta, quando poco più che ventenne mi esaltavo per un risotto alle fragole, quello ai cuori di palma e anche quello al pepe verde. Imparai a farlo e lo riproponevo ad ogni piè sospinto: la strana commissione tra brandy (poche volte cognac, lo confesso..) il pepe verde in salamoia, la senape e il quintale di panna creava quel connubio che attirava un popolo di neofiti del gusto in cerca di nuove emozioni. Essenziale era la cottura del filetto: troppo spesso veniva sbagliata, lasciando la carne in padella si stracuoceva, ma qualcuno lo faceva apposta. Era il modo di utilizzare la testa del filetto, il pezzo meno morbido, o anche la carne meno saporita. Certo è che il sapore del manzo era l’ultimo elemento che interessava: si trovavano versioni con aggiunta di Tabasco, di Worchestershire Sauce, ma insomma, era la panna il vero ed ultimo legante. La “versione di Fiorenzo” prevedeva anche l’aggiunta di glassa balsamica a fianco, un tocco d’artista francamente dimenticabile, ma è anche vero che se si parla di trash, poteva mancare come contorno una tartalletta di pasta brisée fredda con dentro mais in scatola e avremmo completato l’opera. Comunque è indubbiamente utile tornare a mangiarlo: torniamo a capire perché abbiamo abbandonato la strada del cibo spazzatura..meditare è sempre un’azione benefica per l’esistenza

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

3 commenti

  1. Della sacralità personalmente m”importa poco. Come non gliene è mai importato nulla a quasi nessuno, escluso qualche mistico non del tutto pazzo..Preferisco tirare avanti (almeno lo spero) un altro po” con una brochette di tenero filetto (la carne dev”essere dura solo a letto, si diceva un tempo), birra ghiacciata e qualche soldino per un massaggino o quello che passa il convento Dei poveracci morti inutilmente di freddo o dissenteria a Stalingrado, tra cimici e zecche, o più tardi, in un campo di sterminio sovietico, dovremmo solo imparare che la guerra è follia non newtonian fluid pool

  2. cioè la carbonara si e il filetto al pepe verde trash?
    Capisco che gli anni ’80 devono per forza essere demonizzati in cucina, ma così pare troppo se si salva la carbonara…con cremina:)

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