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Estasi e tormento: Eugenio Boer e Matteo Lorenzini

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Ci sono fatti ai quali non puoi reagire, destini segnati che non puoi cambiare, sembra quasi impossibile che accada. La vita scorre come un ruscello nel letto del fiume e, nel momento in cui raggiunge la massima potenza, ecco che può arrivare il tronco d’albero che lo fa straripare. Magari salva da una cascata nascosta, oppure è lì solo per rovinare tutto. Due chef giovani, intriganti, fuori dagli schemi, coraggiosi, anche innovatori: tutti gli ingredienti giusti, e un cuoco lo sa quanto sono importanti, gli ingredienti, per avere un successo planetario. Uniti entrambi da un percorso che, non sanno, ha tratti in comune, come essere stati entrambi da Arnolfo, a Colle val d’Elsa, il più francese degli italiani, o comunque colui dal quale ti prepari al meglio per andare all’estero. Raggiungono anche il primo scalino del successo planetario, quell’elemento che sarà fuori moda, rifiutato, snobbato, ma anche tanto ambito: la stella Michelin. Eugenio e Matteo, uniti in uno strano destino. Due uomini vivi, con la passione che divora, che li porta a delle scelte, a delle rinunce : l’amore per il lavoro può portare alla rottura dell’amore vero, chissà.., le ore passate a studiare, provare, comporre, disfare, per poi giungere all’obiettivo, uno stato mentale che porta a vivere accanto alla realtà concreta. Ma è come quando il ciclista è in fuga dal primo chilometro, il traguardo è lì, lo vedi, non ci vuoi rinunciare alla vittoria, ci hai sputato sangue ed anima, non può spostarsi, non può volatizzarsi, il gruppo lo senti ansimare alle spalle ma non può raggiungerti. E infatti ce la fai, e comincia l’estasi dopo il tormento: le congratulazioni, la fama, il piacere della vittoria, quello stato di benessere che dura magari poco, ma ti dà la forza di ricominciare, più motivato che mai nel tuo lavoro. Tutto si interrompe all’improvviso, è come uno schiaffo, un pugno nello stomaco a freddo: la caduta, il dolore, la rabbia, tutto mescolato in maniera insostenibile, faticosa, inutile e ingiusta. Ricominciare, da zero, questo è l’unico passo da fare, questo è quanto uno direbbe all’altro, magari non sia facile e non sia la prima volta che succede. Sapendo che, per fortuna, c’è un mondo che ti aspetta sotto un cielo, che può anche non essere stellato per essere bello.

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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