Enoteca Pinchiorri: un libro, due vite, un ristorante

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Poi uno a volte perde il conto e si domanda: ma se ho festeggiato nel 2009 i trent’anni di attività dell’Enoteca Pinchiorri, com’è che quest’anno si parla di 40 anni? Facciamo ordine allora: nel 1972 apre l’Enoteca modello Wine Bar, un esempio tra i pochi in Italia all’epoca, mentre nel 1979 diventa ristorante. Però mi ricordo, (sì, mi ricordo!) nel 1977, giovanissimo studente di scuola alberghiera, al primo anno, conversare con un compagno di classe che mi diceva come andasse a lavorare in questo posto, in via Ghibellina, dove facevano “piatti strani”. Ed io ascoltavo ancora trasognato,ignaro di quella che all’epoca si chiamava “Enoteca Nazionale” sarebbe diventata nell’immaginario collettivo del popolo di giurmete non solo: un luogo da sogno,dove andare almeno una volta nella vita per festeggiare le occasioni importanti. L’aspetto che più diverte, in questi festeggiamenti, è che ci si trovi di fronte a persone, Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde, che hanno ancora un grande avvenire di fronte a loro, sentendoli parlare di progetti futuri e immediati.A portare avanti i pensieri e le parole dei protagonisti principali, grandi cuochi e sommelier: in cucina Riccado Monco e Italo Bassi, in sala Alessandro Tomberli e Alessandro Giani, uno staff orgoglioso di essere protagonista di un locale che ha fatto la storia recente della gastronomia italiana. La cantina che, visitata da un vero appassionato, causa una sindrome di Stendhal subitanea, con visioni di vini che rientrano solo nelle fantasie notturne di aspiranti sommelier. Bello ripercorrere questi anni, attraverso le pagine di un libro “Pinchiorri a due voci” scritto da Leonardo Castellucci per Cinque Sensi Editore, con le foto in bianco e nero che riportano ad un tempo culinario che non c’è più. Non un libro nostalgico ma un reportage: il giorno dopo la presentazione del libro, un altro riconoscimento per Giorgio, “Ambasciatore del Vino della Pace” di Cormons, festeggiato con un pranzo dove vengono serviti i “Venti di primavera”, menu degustazione di venti piccoli assaggi che cambiano solo con la stagione. “La vita è adesso” potrebbe essere il sottofondo, sempre che piaccia Baglioni, ovvio!

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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