Filippi

Enoteca Fiorentina seconda puntata

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Quando li ho trovati un giorno a pranzo in quel di via Pietrapiana a Firenze, mi stupirono non poco i fratelli Bruni, titolari dell’enoteca in questione, con tradizione vinicola in quel di San Gimignano, dove il padre Luciano aveva fondato un’azienda che produceva e commercializzava vino, primo fra tutti la Vernaccia. L’Enoteca Fiorentina rappresenta, anche dopo il cambio di sede, uno dei luoghi più divertenti per andare a bere, se si ha mente aperta e voglia di confronto. Sì, perché, una varietà di vini così fuori dagli schemi, incredibili, difettati, complessi, rovinati,  secondo la morale comune, in definitiva assurdi, per il concetto di normalità diffusa,  ce l’hanno solo loro. Sto parlando di due visionari eruditi, di sognatori vogliosi di stupire, due persone in missione per conto di Bacco primitivo, che quando stappano una bottiglia è perché hanno chiaro il pedigree del produttore, avendolo conosciuto a fondo. Non si varca a caso la soglia di Borgo Ognissanti, nuova location, più ampia della precedente, con una cucina vera, un banco dove si affettano salumi in bella vista, delle pareti arredate con le bottiglie come se fossero direttamente parte in causa del luogo. L’arrivo di cuochi esperti non ha fatto cambiare l’impostazione dell’offerta gastronomica: menu ristretto, grande selezione di materie prime e poi uno comincia a scegliere: due degustazioni gastronomiche, una a 45 e una 55 euro, volendo con vini abbinati, a 20 e 40 euro per tre scelte di etichette. Poi si capisce il percorso a seconda della voglia: i crudi come le tartare, le acciughe, i prosciutti , i formaggi, ma poi, se la fame impone il cucinato, i cappellotti ripieni di salame rosa, i pici con il sugo di faraona, il cuore di baccalà islandese su passata di piselli freschi con aglio nero e pomodorini al forno, la pancia di maiale del Casentino. Quello che conta è avere voglia di discutere civilmente e serenamente, sapere che “volatile alta” e “brettato” qui non rappresentano brutte parole. Ci si mette in gioco, ci si confronta, ci si diverte a pranzo e cena: si recupera l’idea di osteria secondo un concetto moderno. Hans Barth potrebbe scrivere il nuovo libro.

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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