Enomundus, manifestazione di vini internazionali a Firenze

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Arrivo a Firenze all’Hotel Albani svagata e distratta, in balìa di quello scetticismo latente che si prova quando si va ad un evento dove non si conosce nessuno, e che il viaggio in tramvia ha in parte consolidato: si sa, i mezzi pubblici sono un po’ alienanti…

All’ingresso sento una voce femminile alle mie spalle “Ah, allora ce l’hai fatta a venire!” E’ Olfa Haniche, organizzatrice di EnoMundus, che mi accompagna nel salone Michelangelo, dove sono allestiti i banchi di assaggio di vini e prodotti tipici provenienti da tutto il mondo e dove…. è pieno di gente che conosco! Da quel momento inizia una carambola di degustazioni, selfies, chiacchiere, confronti, pareri e anche risate, con alcune conferme e qualche piacevole scoperta.

Mentre faccio mente locale per decidere da dove iniziare, qualcuno – che scopro dopo essere un collega sommelier – da dietro mi copre gli occhi con le mani e mi dice: “Ti porto in Spagna”.

EnomundusMaiorca, Spagna, 7103 Petit Cellar

Pep e Sebastià, proprietari della cantina dal 2013, hanno disegnato l’identità aziendale sul presupposto di utilizzare, per la produzione dei loro vini, solo varietà locali.

40 Braces Blanco, Giró ros 100%, varietà autoctona maiorchina, 13,5 %. Oro lucente, al naso è una macedonia di frutti gialli, pesca nettarina matura, papaia, albicocca quasi in confettura. Al palato ricorda la mela in giulebbe, perché all’aroma di mela al forno si aggiungono deliziosi sentori speziati di cannella.

Faccio un giro in Argentina, cantina Bodega Piedra Negra, che propone Arroio Grande Malbec Senza Solfiti 2021: questa cosa dei vini senza solfiti va presa seriamente, i risultati non sono per niente male. E poi il malbec ha questo fascino d’antan di vino vellutato che però, grazie alla caratteristica nota animale, non è ruffiano. Passo al Cile, Hacienda Araucano, Humo Blanco 2020 – Ediciòn limitata Carménère, e Reserva Carménère, vini potenti, sorso di grande complessità. Aromi di frutta nera in confettura talvolta racchiusi dal tappo a vite: eh sì, almeno per certi vini, il futuro è nello stelvin.

Al banco del Libano, i cui vini non mi hanno entusiasmato, un’amica giornalista mi suggerisce di provare la Grecia, Adoro quando gli amici dicono così (e ogni volta, inesorabilmente, ci azzeccano!), perché è come se avessi conferma che ho riposto bene la mia fiducia.

EnomundusSantorini, Grecia – Cantina Hatzidakis

E’ l’unico produttore sull’isola di Santorini a praticare l’agricoltura biologica a tutti i vigneti. L’azienda è stata fondata nel 1996 e nel 2017, dopo la scomparsa del fondatore Haridimos Hatzidakis, la figlia ha preso la coraggiosa decisione – come dicono i greci “contro le sirene” – di assumere le redini dell’attività.

Aidani 2021, Aidani 100%, 14%. Colore giallo oro. Profumi fini di piccoli fiori bianchi. Agrumi, pera e noci, note di albedo. Con l’aperitivo di feta e olive verdi dev’essere spaziale.

EnomundusSantorini Familia, Assyrtiko 100%, non filtrato – come tutti i vini dell’azienda: naso elegante di gardenia e pera williams, in bocca è burro salato, pompelmo giallo e pietra focaia. Aveva ragione Barbara, l’amica influencer: questo sorso al sapore di scorza di cedro mi piace davvero.

EnomundusLa voce squillante di Carmen Corredor, responsabile commerciale in Italia di Beher, azienda leader nell’allevamento di suini di razza iberica e nella produzione di jamon iberico mi colpisce e mi informo. L’azienda ha sede a Guijuelo, Salamanca, e da quattro generazioni esporta in tutto il mondo prosciutto e insaccati che hanno ricevuto preziosi riconoscimenti internazionali. Il prosciutto iberico di Bellota “Pata” Oro presenta una vena grassa delicata, ha un sapore intenso e persistente con una caratteristica dolcezza, data dalla riduzione dei tempi di salatura e dalla lunga stagionatura. Molto gustoso anche il lombo, la cui fetta è attraversata da una venatura marmorea di grasso che gli conferisce un colore quasi ocra.

Prosciutto iberico chiama riesling: lo avevo adocchiato al banco della Romania. Vado.

EnomundusQui, al servizio, trovo Oana, con la quale ho condiviso i 4 anni professionali più duri – e più intensi – di sempre. Ci guardiamo per 10 secondi in silenzio, incredule di essersi ritrovate in un contesto nuovo. Con lei la degustazione dei vini dell’azienda Lechburg diventa un film di ricordi di pugni sulla scrivania, riunioni infinite, cene comiche e nottate di caffè, cioccolatini e risate. La cantina Lechburg, costruita nel 1962, si trova in Transilvania, alle pendici dei Monti Carpazi, dove i sassoni provenienti dalla Valle del Reno e della Mosella impiantarono i vigneti già dal XIII secolo. Nel 2015 la cantina è stata acquistata da una famiglia di origine italiana che ha convertito l’agricoltura da convenzionale a biologica. Il riesling Lechburg Lechinta DOC, 13,5%, è intrigante: il giallo tenue è attraversato da vivaci screziature verdi, l’olfatto è conquistato da sentori di ananas e lime, fiore del tiglio, tè e curry. Al palato l’acidità è orlata da lievi sfumature di ardesia e un fondolingua di yogurt.

EnomundusColoratissime e originali le creazioni di formaggi di Le Direzioni del Gusto, azienda di Avezzano specializzata in produzioni casearie molto particolari, come la Torta del Trappista, formaggio di mucca con rhum e frutta secca, cioccolato fondente e fiori; o la Torta 16, una ruota formata da 16 spicchi di formaggi diversi. Chiudo la degustazione con due erborinati eccellenti e intensissimi, entrambi a muffe blu: il primo di capra, ricoperto con granella di nocciole ed il secondo di latte di pecora crudo, ricoperto di erba cipollina. Con in bocca questo uragano di gusto, ci vorrebbe proprio uno Sherry. Mi ricordo che, all’inizio del giro, ho resistito con sacrificio all’attrazione magnetica verso il tavolo di Sherry, decidendo di lasciarlo per ultimo: la chiusura dei lavori merita un’esperienza olistica.

Cordoba, Spagna, 12Pb, Sherry Montilla – Moriles:

L’azienda propone le quattro varianti Fino, Oloroso, Ammontillado e Pedro Ximenez.

Una passeggiata evocativa di aromi complessi, ricchi e speziati.

Pedro Ximenez: ramato, denso, con aromi di miele, tuorlo caramellato, datteri. Palato morbido ed equilibrato. Ammontillado: intenso, ricorda il torrone alla nocciola. Fino: pungente con il suo profumo di foglia secca bagnata, in bocca è una mandorla salata e sprigiona un delicato aroma di lievito. Oloroso: è come un morso di buccellato di Lucca.

EnomundusDurante la mezz’ora di meditazione che segue sempre la bevuta di Sherry, Olfa mi propone di assaggiare i prodotti dolciari dell’Antico forno a legna Piazzetti, una piccola azienda artigianale di Borgo San Lorenzo, della quale assaggio L’Inzupposo, in sostanza la torta paradiso essiccata in un biscotto; e la Ciambellina, un concentrato di pane vino e zucchero con il valore aggiunto di essere a forma di ciambella – la sua dolcezza effimera la rende così bella.

 

 

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Circa l'autore

47 anni, avvocato, ho dedicato alla danza l'infanzia, l'adolescenza e parte dell'età adulta. Dopo aver sotterrato le scarpette in giardino per raggiunti limiti di età, mi sono dedicata al tango argentino e alla fotografia, ma mai al decoupage.Per anni ho coltivato la passione per il vino e nel 2020 sono diventata Sommelier AIS. Scrivo molto, ma di più leggo. Mi piace mangiare al ristorante perché ogni locale è un microcosmo regolato dalle leggi dello chef, a cui mi affido con ironia e disincanto.

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