Emozioni:la semina

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La parola Emozione deriva dal latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, in senso più lato, scuotere, agitare. Per cui l’emozione altro non è se non un’agitazione, uno scuotimento, una vibrazione dell’animo….

Semina

 

Quando mangio un cibo succulento o mordo una fetta di pane fragrante o con avidità gusto un calice di vino… penso a quante emozioni concorrono a generare in essi quella particolare alchimia che fa rimanere senza fiato, che sprigiona tutta il gusto che percepiamo in bocca.Quando guardo un campo di grano, non mi domando che varietà sia, come avranno fatto a seminarlo, quando sarà maturo… amo semplicemente quel momento. Punto. Non c’è da capire, c’è da amare perché smuove in me un’emozione profonda! Ma è grazie al mondo di lavoro che sta dietro a tanta bellezza che posso permettermi di lasciar scorrere solo le emozioni!Avete mai pensato a quante di queste emozioni sono legati involontariamente volti che ogni giorno lavorano, faticano e sognano?  Persone che spesso restano lontane dai riflettori ma mantengono in vita culture e tradizioni. Se però i loro prodotti generano in voi quella “vibrazione d´animo”, allora le loro fatiche e il loro lavoro non andranno sprecate.

La prima EMOZIONE che racconto a comporre un mosaico è LA SEMINA. Il suo colore è l’OCRA, richiama la forza della terra, la capacità di attendere e sottomettersi al ritmo delle stagioni. Nella nostra vita quotidiana, in cui siamo abituati a forzare i tempi, è quasi una follia… non produco rapidamente, non guadagno.

SovescioLa pratica del sovescio è un’arte, l’ho imparata da Andrea  Locci, un uomo che ha fatto della sua grande passione un lavoro. Mettendo a disposizione degli agricoltori le sue conoscenze, è riuscito a studiare come tirare fuori le potenzialità pedologiche di ciascun territorio coniugando alla scienza la creazione di legami di profonda stima e amicizia.

Il sovescio è una delle pratiche miglioratrici della fertilità del terreno, in cui una (o più) particolare coltura viene seminata in campo per poi essere interrata una volta raggiunto un determinato stadio di sviluppo (es. la fioritura). Questa pratica di miglioramento del terreno in modo naturale e a zero impatto ambientale è una ricchezza e fonte di vita, biodiversità e longevità per le nostre vigne. Non solo tutela le generazioni future abbattendo l’utilizzo di fertilizzanti chimici impattanti sull’ecosistema, ma favorisce nell’agricoltore una riscoperta del naturale ciclo di attesa.

Troco ramiI semi sono la fonte primordiale di vita e avere rispetto della vita dovrebbe essere alla base della filosofia di chi coltiva la terra.Se non avete mai provato a seminare un campo ve lo consiglio vivamente, è un pieno di energia, ti riporta virtualmente indietro nel tempo e sussurra di lente attese e fibrillanti emozioni per ciò che nascerà.

 

 

 

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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