Elisabetta Rogai e Dorian Gray: relazioni artistiche con il vino

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Se a tavola non s’invecchia, altrettanto non si può dire con il vino che, al contrario, secondo un vecchio adagio, passando il tempo migliora. Se tutto questo è logico nel contesto alimentare, nessuno ci aveva ancora provato a farlo nell’ambito artistico: si deve alla pittrice fiorentina Elisabetta Rogai l’applicazione di nuove tecniche pittoriche, con le quali il vino diventa il colore unico di quadri che, proprio come il ritratto di Dorian Gray, invecchiano con il tempo. Nel passato ci sono stati artisti che hanno utilizzato il vino quale “ingrediente” principale dei loro dipinti, ma problemi tecnici relativi alla volatilità dell’alcol e le piccole dimensioni da poter pitturare avevano frenato lo sviluppo di questo modo di dipingere. Il legame con il  protagonista del romanzo di Oscar Wilde è quello che lo scorrere del tempo cambi al’aspetto ma se Gray peggiora l’aspetto, nel caso dei quadri della Rogai lo scorrere dei giorni dà modo di cambiare tonalità, creando nuove sfumature artistiche Il processo non prosegue all’infinito grazie ad una tecnica di fissaggio che blocca il degradamento del colore. Sono in preparazione 5 quadri, presentati dapprima in Toscana e poi in tour in varie cantine italiane.

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. se mi segue ,anche io sto preparando e gia da l’anno scorso ,tante cose intorno al vino ” IN CHIANTI…WITH CHIANTI ” ,greve in chianti ,durante il chianti classico ! ( e prima a Montefioralle ,i “vini del Castello “fine maggio e lamole ” i vini di Lamole ” primi di giugno !)

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