Pasta Artigianale Morelli

Election day

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Erano dieci anni che non tornava nel suo paese: la scusa era stata il giorno delle elezioni, anche se avrebbe potuto votare anche all’estero. Era distante con il corpo e con la mente dall’Italia, ne era quasi fuggita per cercare di ricominciare un percorso di vita più lineare e tranquillo. Aveva detto basta ai compromessi, alle bugie, ad un modo di vivere che non le apparteneva, una tabula rasa che le aveva permesso di realizzarsi in latro : solo che in mezzo a tutto questo deserto ci aveva infilato anche lui, suo compagno di vita, travolto da uno tsunami di passioni e sentimenti contrastanti. Dopo l’arrivo in aeroporto, era iniziata la trafila di mezzi da prendere: pulman, quindi treno, poi ancora corriera e infine a piedi. A casa l’aspettavano i vecchi genitori, con i quali era riuscita a mantenere un rapporto costante: tutti gli anni comprava loro un biglietto aereo e se li teneva un mese, tempo limite per riuscire ad avere il piacere della loro presenza senza stufarsi. E poi la mamma tornava, qualche fine settimana, la chiamava lei nei momenti di crisi, era una presenza affettuosa e non invadente. Rifletteva sulla sua vita australiana, mentre camminava per giungere a casa: le assomigliava tanto ad un pacco regalo ben confezionato con dentro una scatola vuota: tutto bello all’apparenza ma niente di profondo. Eppure l’avevano assunta all’università, per fare la ricercatrice, un lavoro che nel suo paese non era mai riuscita a fare. Ma non bastavano le serate con gli amici, i fine settimana nel deserto, i viaggi nelle isole limitrofe, tutto era superficiale. Era diventata un’esperta del maschio medio australiano: grande bevitore di birra, divoratore di bistecche, poco propenso all’azione, tendenzialmente un leone a letto solo  la prima volta, per poi acquietarsi in un tran tran che non le apparteneva. E sì che ne aveva conosciuti , tanti giovanissimi, ma nessuno aveva sostato più di una notte in casa anzi, aveva anche smesso di farli dormire, buttandoli fuori nel mezzo della notte. Giunse a casa e vide qualche persona riunita vicino alla scuola, dove c’era il seggio, la pasticceria, quindi il forno aperto di domenica. Entrò per bere un cappuccino, uno vero, magari non delizioso, ma dal sapore della memoria: c’erano radunate le bignoline a seconda del colore della glassa, se ne fece preparare un vassoio da portare a casa, chiedendolo nel suo italiano diventato un po’ stentato. Per lei scelse uno scendiletto, una pasta con la crema che l’aveva appassionata fin da piccola. Si portò tutto al tavolino e pur sentendosi estranea alla gente del posto, riusciva comunque a respirare aria di casa. Iniziò a pensare che fosse giunta al capolinea, che era il tempo di tornare, la felicità non l’aveva trovata, e perlomeno voleva ricominciare a casa sua: soldi ne aveva fatti per dedicarsi solo a quello che amava. Si rendeva conto che il motivo per il quale era tornata, il voto, non le poteva interessare di meno e le strappò un sorriso, quasi involontario. “Sei bella quando sorridi”: alzò lo sguardo e lui la stava osservando. Invecchiato ma bello, occhi profondi dentro i suoi, un caffè appoggiato accanto al suo cappuccinop. Le mani si unirono naturalmente.

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. Purtroppo devo fare ammenda con me stesso quando pensavo che le dichiarazioni di moriconi alla vigilia del derby avessero messo in chiaro le gerarchie tecniche della squadra. Unica attenuante, forse, il rinvio della partita con la pistoese, quando era vivo l” entusiasmo creato dal derby. Adesso mi pare siamo ripiombati nelle melme. Una squadra così così nel primo tempo (con l” unica occasione vera di tutta la partita sbagliata) è un secondo tempo insipido da vorrei ma davvero non posso. È vero che non abbiamo attaccanti veri ma è anche vero che il centrocampo è scolastico, lento, incapace di ritmo o di cambiamenti di ritmo. Senza gioco vero sulle ali per il semplice fatto che non ne abbiamo ( ma questo oramai è la scelta tecnica di quest” anno, vero Alessio?) non riesce nemmeno a svolgere dei dai è vai rapidi al limite dell” area, tanto che si è giocato in casa con la penultima della classe e non abbiamo battuto un calcio di punizione diretto dal limite dell” area. Adesso vediamo che succede, le trasferte sono proibitive, le casalinghe, più abbordabili ma dato il ns tran tran costante magari possiamo fare qualche punto in ogni dove.

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