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E’ utile lo so..però a volte…cucchiaio da salsa!

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I buontemponi lo pensarono quale attrezzo adatto a scherzi goduriosi. Messo al posto del cucchiaio concavo, grazie alla sua superficie liscia e perfettamente orizzontale, rappresentava la giusta punizione per l’amico ghiottone patentato che, per avere maggior zuppa possibile, divorava il contenuto delle scodelle in quattro balletti. Una volta accorti, però, che veniva venduto nei negozi per casalinghi, in serie da sei quale ultima schiccheria per fare bella figura con gli amici, si resero conto che l’oggetto era di quelli “seri”. Le persone più “à la page” lo disponevano a tavola accanto alla forchetta quando servivano ravioli con panna o altre salse semiliquide. La versione “mini” si trovava accanto a charlotte o bavaresi accompagnate da salse di frutta o al cioccolato. Era infatti il cucchiaio da salsa, così congegnato per permettere, almeno in teoria, una più facile raccolta del prezioso ingrediente. Dopo l’iniziale accettazione da parte dei commensali, la situazione iniziò a degenerare quando l’impiego del cucchiaio cominciò a causare vistosi segnali di turbamento da parte dei golosi di turno. Non riuscire a raccogliere completamente la salsa rimasta creava vere e proprie patologie da studio, che si esplicavano in pianti dirotti davanti al tortello di erbe al burro e parmigiano. Per non dire cosa succedeva davanti a bavosi gnocchi alla fonduta. La riscossa avvenne al grido di “Leccata libera”: gettato oltre le spalle l’odiato strumento, il rivoluzionario di turno dimostrò, grazie ad un’accurata pulizia del piatto eseguita con la propria lingua, l’inutilità della posta in questione. Per la storia, il piatto prescelto per la protesta fu, non a caso, una lingua in salmì!

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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