Pasta Artigianale Morelli

Dirselo con i fiori

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Tutte le volte che la mattina, appena sveglia,  scendeva le scale per curare i il suo giardino, osservava con un sorriso tutti i fiori che riusciva a far sopravvivere, giudicando già questo un ottimo risultato. Si era messa d’impegno, complice la bella stagione, a trasformare quella che era una boscaglia incolta, in una sorta di piccola bomboniera colorata. E aveva cominciato strappando l’erbacce, zappettando il terreno, piantando un numero incredibile di piante. Magari talvolta pensava che potesse essere più utile farci l’orto, e come fiori avrebbe preferito quelli di zucca fritti, piuttosto che dove discettare con il fiorista di gladioli, tulipani, peonie e gardenie. Ma si era impuntata e quindi, ogni mattina, vestita con uno straccetto da casa, si precipitava in giardino a controllare se tutto filasse per il verso giusto. La conclusione solita e dovuta era quella dell’innaffiamento, che faceva mettendosi delle cuffie per ascoltare musica: era convinta che la vicina la immaginasse amante di musica classica, della più delicata: non poteva certo immaginare che sin dal mattino avesse bisogno di rock, e la sua playlist prevedeva Franz Ferdinand, Muse, Linkin Park con qualche sguardo al passato come i Red Hot Chili Peppers o peccati di gioventù come i Duran Duran. Era diventato un rito, lei al sole con gli occhiali, l’acqua che correva dalla pompa, un finale ritmato e poi via in casa. Le era venuta voglia di abbracciare una strada più mistica riguardo alla colazione, e progettava di fare la brava bevendo succhi di frutta fatti al momento, provando a combinarli con tisane depuranti, e magari con yogurt naturale…invece andava nella dispensa, prendeva i biscotti e li utilizzava con tazzone di caffè che nemmeno un camionista di notte. Si affacciava spesso alla finestra, per vedere la sua opera compiuta, i colori la rallegravano e le davano un senso di ordine e attenzione. Lui non glieli regalava spesso,o forse era lei che lo bloccava: chissà, non aveva voglia di stare a recriminare, di sicuro fu più convincente quella volta che le portò un cestino di fiori eduli da mettere in insalata, dimostrando di conoscerla a fondo. Indugiava quella mattina, eppure doveva andare via e dovette quindi infilarsi sotto la doccia in un battibaleno, proseguendo subito dopo a spalmarsi la crema, riguardare lo smalto, un filo di trucco: se lo ripeteva a voce alta che doveva farlo, anche quando per pigrizia si sarebbe essa volentieri una felpa e un berretto e via senza stare troppo a pensarci. Prese la borsa, e uscì, per una delle consuete riunioni che l’assillavano, lei che amava tanto il silenzio e la calma per lavorare con sostanza e impegno. Mentre arrivava alla macchina fu colpita da una serie di fogli sparsi per terra che non riusciva a riconoscere: guardò meglio ed erano tutte fotografie stampate su carta comune, ed erano tutti fiori! Violette, rose, margherite, iris…sparse in maniera sistematica, quasi dovesse fare come pollicino nella fiaba. L’ultima arrivava alla sua auto, e conteneva una scritta: “Il mio giardino è più colorato del tuo: che dici di visitarlo?”. Un numero di telefono e lei che pensò al nuovo vicino arrivato da poco, ombroso ma dalla faccia intrigante “Beh, sempre meglio di una collezione di farfalle” pensò… e partì subito il messaggio..

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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