Dall’elicriso alla mandorla pelosa, il magico mondo dello champagne Salon

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Già le verticali sono affascinanti, visto che trattano di vini fuori dai giochi delle guide, in grado di regalare sorprese, più o meno affascinanti, d’accordo , però mai noiosi: quando poi si tratta di champagne e di Salon e Delamotte  in particolare, conviene prendere il treno e dirigersi al Centro Svizzero di Milano dove la casa d’aste Pandolfini, nell’organizzare un’asta di vini da collezione andata quasi interamente a buon fine, ha pensato bene di abbinare al mattino, una degustazione di champagne delle case sopra citate, alla presenza del presidente delle due Maison, Didier Depond. E’ lui che tratta un ritratto semplice ma accurato della storia di due IMG_7395Case , che si contraddistinguono nel mondo dello champagne: Delamotte per la scelta di fare solo 4 tipologie di prodotto, rispetto ad una moda imperante che vede sfornare dalle 6 alle 10 etichette per azienda e Salon per essere prodotto solo nelle annate ritenute perfette, il che ha fatto sì che dal 1905, anno della prima bottiglia, ad oggi si sia potuto produrlo per 37 volte . Come ha affermato Depond ” I vini d Salon si mostrano di estrema longevità, sono  netti e precisi, integri:le caratteristiche fondamentali. Per me i vini non devono avere sentori aggiunti da pratiche di cantina ovvero legno impiegato  sui vin clairs”.E quindi una sclta accuratissima: Di Salon millesimato se ne producono 60000 bottiglie ogni 4 anni in media: nello stesso periodo, nella champagne escono sul mercato circa un miliardo di bottiglie. A guidare la degustazione Paolo Baracchino, presentato da Andrea Gori. Per facilità di comprensione riporto esattamente la parte olfattiva come descritta dal degustatore , limitandomi a completare con la parte gustativa ed  il voto

SALON CUVEE S 2002 2 anni degorgement

Mela renetta, salmastro, iodio, fiori di arancio mandorla, coccoina, marzapane, nota mentolata di chewingum, amido di cotone, bacca di ginepro (ceretta da scarpe solida), sale fine e limone in bocca poi pompelmo giallo. Paglierino carico , naso intenso e potente . Bocca sontuosa, fine, complessa, giusta cremosità , freschezza calibrata, lieve sapidità . Finale saporito, acidità calibrata, non male tensione valida gustosa .93

DELAMOTTE CHAMPAGNE BDB COLLECTION 1999 3 anni degorgement Collection vuol dire che una parte del millesimato 1999 è stata tenuta più a lungo sui lievitiIMG_7404

Incenso, mobile di sacrestia, burro di noccioline, amido di cotone, zabaione, pan brioche ananas maturo, menta eucalipto, biancospino mandorla e quindi coccoina e latte di cocco,. Radice di liquirizia , sale e limone copiosi , minerale , pietra focaia.  pompelmo bianco e non rosa. Giallo paglierino non carico. bocca ammaliante, morbida, appena un accenno di pétillant ma ben calibrato freschezza gradevole, potente, vivace . Finale rilassato 90

SALON CHAMPAGNE CUVEE S 1997 3 anni degorgement

Biancospino, mandorla, seconda pelle del marrone bollito (episperma) , mentolato, menta ed eucalipto, bacche di ginepro, lievito di birra . Salato, qui si sente sale grosso, pompelmo bianco, nota acida complessa .  Bocca succosa, non troppo debosciata, fresca, invitante, piena, finale in crescendo positivo , lunghissimo e non finisce mai grande così giovane retrogusto nocciola 96

SALON CHAMPAGNE CUVEE S 1983 2 anni degorgement

Giuggiola matura, zizzola, frutto cilindrico, miele, dattero secco, bacca di ginepro, liquirizia elicriso zabaione, iodio minerale. Leccando le labbra minerale syrex (pietra focaia) è uno champagne che ha struttura, corpulento, grasso, acidità che dà snellezza. In bocca mela renetta cotta . In champagne va in larghezza ma non completa, va in maniera diritta e completa, non si percepisce l’alcol, bella struttura ricorda il pinot meunier grasso e rotondo . Bocca scarica gradevole e lunga, ma non è uno champagne abituale,  funghi sul finale, come retrogusto  89

DELAMOTTE CHAMPAGNE BDB OLLECTION 1970 MAGNUM 18 mesi degorgement senza dosaggio

Cedrata alla vista Ceretta da scarpe o bacca di ginepro, note di benzina e gas metano, pietre nel suolo, il vero terroir “DELAMOTTE CHE SALONEGGIA” viva emozione cedro candito, menta eucalipto, zabaione , radice di liquirizia , pietra focaia, (syrex), guscio duro della mandorla un po’ peloso, acidità pazzesca . Bocca succosa e piena, invitante, discreta di buona lunghezza, fresca e pulita, note di salmastro nel retrogusto 91

Per quanto riguarda l’asta,  ha visto il 99% dei lotti venduti, per un totale di 420.000 euro, arrivando a raddoppiare in molti casi le stime minime in catalogo.

 

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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