Crema Chantilly, adorabile tentatrice

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Il nome  ispira, già da solo, un turbinio di emozioni golose, che fanno andare in estasi i ghiottoni: crema Chantilly è una parola che riempie la bocca, sorprendentemente affine, onomatopeica verrebbe da affermare, al dolce in questione che, a seconda del bisognosi può facilmente trasformare in salsa di accompagnamento di torte secche, dolce anche solitario servita in tazza, gusto del gelato, di consistenza quindi meno soffice ed ovattata.

panne e fragoleSe andiamo a rovistare nel passato, si possono trovare anche altri impieghi: conosciuto dai novelli sposi quale ricostituente da prendere, quasi più come un medicinale che come spuntino, dopo la sudatissima prima notte di nozze, la crema Chantilly deve il suo fascino alla fatica che si faceva a montarla a mano con la frusta, ed al suo profumo di vaniglia.

In pratica è il nome francese della panna montata, già nota dal 1500 con un nome poetico quale  “neve di latte”. Ne scrivono nei loro libri  personaggi come Bartolomeo Scappi e prima ancora Cristoforo di Messisbugo. La crema prenderebbe questo nome dall’omonimo castello e compare nei primi scritti all’inizio del 1800 ma viene di uso comune solo dopo oltre un secolo .

panna e caffe

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è difficile da fare, vederla comprare spray mette tristezza, basta avere un frullatore o provare anche a mano.  Lavorare la panna con lo zucchero semolato rischia di pregiudicare l’ottenimento di una giusta cremosità. Non a caso, la panna fatta andrebbe fatta con zucchero a velo, profumata di vaniglia naturale senza l’odiosa vanillina troppo spesso presente,  accompagnata da lingue di gatto o cialdoni L’accompagnamento classico prevede l’utilizzo del caffè o della cioccolata, ma anche sul cappuccino trova i suoi estimatori.  Chi cerca una sorta di giustificazione, la può consumare con fragole o frutti di bosco. Segreti per l’esecuzione non ce ne sono:tanta pazienza, un braccio allenato a montare di seguito per diversi minuti e la velocità nel servirla  molto fredda. Da provare soprattutto servita accanto a torte di mele o di altro tipo di frutta ancora tiepide

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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