Cous cous..come lo fate?

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Inutile negare che un piatto come il cous cous sia entrato in maniera decisa nelle nostre cucine e che, con l’estate in corso, non siano rari i casi nei quali si privilegi la versione fredda dal nome tabulé, una sorta di panzanella ( lo so faccio inorridire apposta!) fatta con la semola al posto del pane, tanto per chiarirsi.

cous cousNe esistono versioni diverse, da quello preparato con il montone, capretto agnello, cotti in umido, a quello di pesce, passando a quello di sole verdure  dalle zucchine alle melanzane, alle carote, e legumi,come ceci soprattutto,  adatto ai vegetariani o con versione vegane di grande gusto quando si aumenta la parte dedicata alla frutta secca od essiccata. L’elemento che lo contraddistingue, però, è costituto dalle erbe e dalle spezie con le quali viene profumato, come ad esempio la menta, senza scordarsi delle salse di accompagnamento, allo yogurt o piccante.

couscousComprarlo precotto ha senso per velocità di esecuzione, e per non praticare l’abile arte dell’incoccio, o  “ncocciare” come si dice a Trapani . L’ operazione viene fatta  attraverso l’impiego  dei polpastrelli della mano: la semola va massaggiata con movimenti rotatori affinché risulti ben sgranata.

E’ un piatto comunitario, unico, che permette la convivialità a tavola. Farà paura mangiarlo con le mani, soprattutto di questi tempi, ma..un’esperienza da provare.

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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