Consigli su come sopravvivere alla mangiate natalizie

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Ci siamo, stasera si inizia con la cena di magro(si fa per dire..) per poi arrivare senza soluzione di continuità al pranzo di Santo Stefano: quest’anno poi ci sono anche le domeniche successive che favoriscono ritrovi e convivi di varia natura, e quindi il tour de force mangereccio raggiungerà vette inusitate di abbondanza. Per sopravvivere da un punto di vista gastrico intestinale basterebbe non farli, ma la soluzione è adottabile solo per chi decide di passare il tempo in montagna o al sole dei Caraibi, per chi è destinato a rimanere in città o tra le mura domestiche, i pasti rappresentano le forche caudine dalle quali è obbligatorio passare. Quindi, che fare? Inventarsi recenti disturbi intestinali, acuirsi di gastriti od altre amenità del genere è rischioso: se arriva la portata che fa partire la salivazione, si viene subito beccati e quindi anche in futuro sarà dura accampare scuse. Conviene essere attori del pranzo o della cena, non semplici spettatori: se la cucina è affidata alla sapienti mani di arzille vecchiette, prodigarsi nell’aiuto del servizio a tavola, se non addirittura in quello di cucina, permette di allontanarsi da tavola spesso e volentieri, sedendosi solo quando gli altri stanno terminando la portata, passando quasi inosservato il fatto che la porzione del cibo è più che dimezzata. Altro aspetto fondamentale è il vino: da scegliere preferibilmente champagne o spumante, con l’anidride carbonica che favorisce la digestione, riuscendo ad evitare di terminare il contenuto del bicchiere ad ogni portata. Questa regola funziona anche abbinando i vini ad ogni portata, anche se si deciderà di pasteggiare con rossi corposi, non è il mescolare i generi, ma la quantità assunta che determina rallentamenti digestivi. Facendo un passo indietro: possono essere letali gli aperitivi, se prolungati e preparati con superalcolici, trovarsi salutisti e chiedere spremuta di arancio o succo di pomodoro, fa chic e non ingombra lo stomaco. Da abolire il termine digestivo sul finale, con amari o distillati che metterebbero una definitiva pietra tombale sulla possibilità di portare a compimento la digestione. Evitare dolci e frutta secca, con la scusa di riassettare la cucina sarebbe un atto coraggioso e salutare, farfugliando che la frutta la mangiate solo fuori dai pasti, anche se si tratta di fichi secchi con le noci :-). Male che vada, c’è sempre la vecchia citrosodina che vi può dare una mano!Credits: pubblicitaitalia.it

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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