Filippi

Cocciopesto Bistrot a Bagno a Ripoli

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La strada è quella principale di Bagno a Ripoli, quella via Roma che attraversa il paese per arrivare in Valdarno: venendo da Firenze, lo si trova sulla sinistra, ed inizialmente passa quasi inosservato. Poi la vetrina attira, soprattutto gli amanti del retrò, di mobili non comuni, di ambienti caldi e accoglienti. Spinta la porta, si entra nel regno di Martina,ristoratrice collaudata, nella pizzeria proprio dirimpettaia, che ha deciso di aprire, in questi ambienti che hanno ospitato uffici del Comune (fortunati gli impiegati!) ,un bistrot che è riduttivo forse considerarlo tale. Ci sono i tavoli diversi l’uno dall’altro, come le sedie, si scopre uno spazio all’aperto dove è possibile mangiare, e poi un caminetto rimasto coperto per anni…è divertente sedersi e scegliere in un menu che attira per piatti non banali, appetitosi, comunque attenti allo scorrere delle stagioni. Alcuni sembrano quasi da casa, come le verdure ripiene dell’antipasto, ma poi arriva il baccalà mantecato con il pane tostato, e si capisce che la faccenda diventa seria. In cucina Sara Lai, che interpreta con sagacia piatti della tradizione, come il coniglio ripieno che fa tanto pranzo della domenica, come un paté di fegatini equilibrato, nobilitato dalla salsa di arance e il pan brioche. Poi è bello abbandonarsi ai sapori primari di tortelli ripieni di lampredotto, dove basta l’olio e il pepe ad esaltarne il sapore, godere dei fiori di zucca farciti e fritti con salsa all’acciuga, affrontare con piglio autoritario il piccione cotto intero arrosto, magari con le patate rosse arrosto. Altrimenti la vera griglia a carbone, per amanti del genere. Pochi dolci disponibili, ma basta lo zuccotto per pacificare l’anima. Si scelgono vini in una carta non immensa ma pensata e ragionata, che soddisfa senza problemi. Tre portate sui 35 euro,ma già con due si esce soddisfatti

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. Buonasera,
    non leggo nel suo articolo l’altra parte di Cocciopesto.
    Colei che l’ha pensato, voluto, ideato.
    A cui si deve l’arredamento, la scelta del fondo, la scelta del nome, della carta dei vini ed anche della cuoca e di cui è tutt’ora proprietaria.
    Sono certa della Sua buona fede, ma mi lascia comunque sconcertata la totale assenza di una figura così importante.
    Per me fondamentale.
    E’ mia mamma, Aglietti Ivana.
    Di cui io vado orgogliosa.

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