Cipolle a profusione

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Cipolla, quanti pianti per te! Sotto Natale sicuramente sono molte quelle da sbucciare, fosse solo per preparare il brodo di cappone! Il problema di questo ingrediente sta proprio nella fatica che si fa nel lavorarlo. Pelarla, tagliarla, tritarla, sono tutte operazioni che possono far lacrimare copiosamente il neofita che si avvicina per la prima volta ai fornelli o il cuoco piu’ esperto Elemento indispensabile della maggior parte delle salse, preparate per condire la pasta, la cipolla viene amata o odiata senza compromessi. Vista come il fumo negli occhi da parte di tutti coloro che preferiscono i gusti delicati e leggeri, viene amata alla follia da chi vuole provare sensazioni forti nel cibo. Del tutto sconsigliata nelle cene a lume di candela, per gli inevitabili strascichi che lascia nella digestione, diventa invece protagonista nei pranzi casarecci, nei quali si abbandona ogni regola di galateo pur di godere del cibo. Rossa, bianca, dorata, c’e’ una cipolla per ogni momento e per ogni piatto. In Toscana la si impiega senza parsimonia, nella panzanella come nei fagioli lessati, ma la sua qualità maggiore sta nel trasformarsi a seconda del bisogno. Tanto e’ aggressiva nel momento che viene servita cruda, diventa dolce e sensuale quando subisce una lenta cottura. La zuppa di cipolle è l’esempio più calzante di questa sua trasformazione, ma anche nel minestrone dona un tocco gentile senza appesantire. Anche negli antipasti trova un ruolo importante, quando viene proposta fritta, dopo averla tagliata ad anelli e passata nella farina. E i dolci? Da provare la torta di cipolle!Credits leverduredelimioorto.it

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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