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Chi apre e chi chiude a Firenze

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Non c’è pace nella città gigliata, la corsa ad aprire ristoranti si fa sempre più folle: segnale di grande energia? In parte, dall’altra il proliferare di locali senza una proposta precisa non sembra certo favorire  la frequentazione di turisti buongustai, dotati di curiosità: spesso la richiesta si limita alle solite ricette immutabili ma se la qualità risulta eccellente, non è un problema frequentarli: diverso è il caso invece dei tanti mangifici che affollano le strade. Ma cominciamo a capire cosa succederà a breve: in via Ricasoli, entro la fine del mese, dovrebbe aprire i battenti Regina Bistecca, ultima creatura di Simone Arnetoli, vulcanico imprenditore fiorentino che dopo aver aperto Toscanino a Milano, è tornato in città per seguire uno degli innumerevoli progetti ristorativi che lo riguarderanno nei prossimi mesi. La sede sarà di fronte al Teatro Niccolini, nei locali che hanno ospitato la libreria antiquaria Gonnelli. La particolarità sarà quella di poter mangiare la bistecca cotta al carbone,grazie ad un complesso sistema di ventilazione e raffreddamento dei fumi : ad affiancare Simone Arnetoli Matteo Perduca, già attivo anche lui in locali come Santagostino 23. Dopo lavori durati molto a lungo, è stato inaugurato in questi giorni OOO, Out Of Ordinary, il ristorante all’interno dello Student Hotel di Viale Lavagnini, che viene gestito dallo staff de La Menagère di via de’Ginori: ai fornelli Fabio Barbaglini, coadiuvato da Aldo Ventre, già titolare di Pane e Olio, ristorante di pesce situato al Ponte al Pino. E’ cambiato lo chef a Villa La Massa, albergo di lusso a Bagno a Ripoli, a capo della cucina c’è oggi Simone Paredi. Ha chiuso i battenti il ristorante BioVeggy di via Erbosa, zona sud fiorentina: al suo posto BAG, Bottega Artigiana del Gusto, che sarà specializzata in cucina senza glutine. In San Frediano si assiste ad una proliferazione impressionante di locali: meno di un mese fa, in quella che era una bottega antiquaria, ancora un ristorante di pesce si tratta di Darsena medicea, dove sarà il crudo il protagonista principale: E sempre a due passi un bistrot per 20 persone, il Salerosa, dove viene proposta sempre cucina di pesce. Ha chiuso i battenti Semolina, storiuca trattoria che dalla sede originale di piazza Ghiberti si era poi trasferita la Campo di Marte, mentre in Lungarno Ferrucci tornerà a capo della Bottega di Pasticceria Simone Bartolini, che oltre a non lasciare, raddoppia: a settembre prevista l’apertura di una nuova sede in via Masaccio, angolo via degli Artisti. Sempre in Lungarno Ferrucci, nei locali che hanno ospitato a lungo una banca, a breve aprirà un oyster bar.Infine, ha chiuso Ringo’s Bar, in Borgo San Jacopo: un altro pezzo della Firenze vivace e frizzante, degli anni Ottanta che se ne va: un locale unico nel suo genere, colorato in maniera sfacciata, con lo champagne servito come se piovesse, con dei panettoni venduti a Natale belli da vedere e buoni da mangiare. Tutto grazie alla particolarità unica di Romano, il titolare: gli arredi, forse, saranno salvati, e magari sarà ricreato lo stesso ambiente a Montecatini, secondo voci di corridoio: Ma intanto qualcosa della storia gastronomica recente fiorentina, si perde ancora

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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