Che fare quando il cameriere non ci sarà più?

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Sull’argomento del personale che scarseggia nell’ambito ristorativo si è fatto un gran parlare e scrivere , ma soluzioni al riguardo sembra non se ne vedano. E i motivi sono abbastanza facili da capire

Con la pandemia e la conseguente perdita del lavoro, non sono pochi gli addetti al settore che hanno deciso, volutamente o meno, di cambiare scoprendo nuovi ambiti professionali, come nel caso della logistica, o esplorando il mondo della GDO nel reparto gastronomia. Magari si poteva pensare inizialmente ad un esodo mirato a superare le avversità dovute alle chiusure dei locali, ma poi, alla riapertura, il flusso dei lavoratori si è fermato: solo in pochi hanno deciso di riaccendere i fuochi delle cucine o indossare la divisa da cameriere ed in molti si sono chiesti il perché.

CamerieriLa ragione principale è da ricercare nello stile di vita: con lo stesso stipendio, la vita diventa molto più serena in altri impieghi, la sera e la domenica passate con gli amici lasciano il segno, e se non si è investiti dal sacro fuoco della passione culinaria, diventa difficile pensare di affrontare sacrifici senza una reale motivazione.Il cameriere è un lavoro che non si riesce a qualificare in ambito sociale, la figura del portapiatti rimane quella che imperversa nella mente popolare, legata ad un lavoro di sussistenza di studenti universitari o di sfigati incapaci, e le scuole alberghiere si trovano sempre più in crisi di iscrizioni nel settore per mancanza di appeal. Il cuoco moderno, invece,  non ha più voglia di dover rinunciare ad amori, amicizie, non vuole essere più terrorizzato e mobbizzato come capita leggendo i  racconti di Anthony Bourdain.

Soluzioni all’orizzonte, oltre all’arrivo di manodopera qualificata da altri Paesi, sembrano non esserci, a meno che non si consideri la ristorazione come uno dei settori trainanti dell’economia italiana. E quindi perché non pensare ad una detassazione dei contributi considerando il cameriere e il cuoco lavori gravosi?

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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