Champagne Bruno Paillard Première Cuvée Brut e Brut Rosé

0

Gli champagne di Bruno Paillard riscuotono un grande successo in Italia: merito di uno stile che risulta riconoscibile, anche molto personale, ma come tutti coloro che amano osare, riuscire a far diventare un prodotto distinguibile è sempre un bel risultato. Per chi conosce il francese o l’inglese, conviene leggere il sito della maison, dove veiene spiegata, con perizia di particolari, l’idea che ha permesso la sua fondazione, lo stile di produzione e, soprattutto le note degustative dello stesso proprietario, aspetto piuttosto raro nel settore:-). Altrimenti si può visitare il sito della società di importazione, Cuzziol, che regala le notizie essenziali. Due i vini assaggiati in questa occasione, partiamo dal

Brut Rosé Première Cuvée

La composizine dello champagne è quasi essenzialmente di Pinot Noir ottenuto da 12 crus differenti, ma c’è anche una parte di Chardonnay , che il produttore non rivela in quale percentuale, inserita per dare la freschezza vivace che ne caratterizza il gusto. Rispetto ad altri rosé, qui la definizione di brut è pienamente rispettata. Alla vista si presenta di un bel colore rosa chiaretto, con sfumature che ricordano il salmone come tonalità, cristallino nella sua limpidezza. I profumi sono ampi e ben riconoscibili: si parte dalle note di frutti rossi piccoli, come ribes rosso e lamponi, per poi deliziarsi di note che ricordano le fragoline di bosco, il tutto supportato da cenni di erbe aromatiche, come menta e limoncella. Piacevole l’ingresso in bocca, di buona consistenza, ricco al gusto, con sapidità accennata ma ben inserita, avvolgenza delicata ed un finale che regala di nuovo sensazioni retrolfattive paragonabili a quelle del naso 92

Brut Première Cuvée:

La composizione è precisa: 45% di Pinot Noir, 33% di Chardonnay, 22 % di Pinot Meunier, scelti su un territorio che comprende 30 crus differenti. La bottiglia pggetto della degsutazione ha avuto la sboccatura nell’agosto 2011. Colore paglierino intenso, con qualche riflesso verde di buona intensità. Colpisce il naso la nota fresca agrumata iniziale, di limone verde, seguita da piacevoli sfumature di ribes bianco, per poi aprirsi a nuances di frutta tropicale come ananas: il tutto viene ingentilito da cenni vegetali di erba cedrina. Buono l’attacco in bocca, sostanzioso ma non invadente, riesce ad allargarsi con cura per poi esprimersi in maniera vitale, attraverso una freschezza data dall’acidità viva e dinamica. Il finale lo trova in perfetto equilibrio, con note retrolfattive di frutti di bosco, come lamponi e cenni di mandorla 91

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento