Filippi

C’era una volta un gruppo di amici che si riunivano in casa..la storia di Arcigola Firenze

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Quando è che si comincia a parlare di storia? Quando i protagonisti degli eventi sono morti ed è possibile leggere i fatti in maniera distaccata. D’accordo. Ma qui si parla di cibo e di vino, di piaceri della vita, che poi nel tempo sono diventati argomenti seriosissimi e socialmente rilevanti, ma non hanno certo bisogno di così tanti anni per essere affrontati. Trent’anni fa le cose erano diverse, c’era una leggerezza sull’argomento piacevole: Arcigola non si vergognava di chiamarsi così, i soci erano persone comuni appassionate di cibo e di vino, magari nostalgici di un ‘68 politico ma vabbè, tutto si portava avanti grazie all’amore per l’enogastronomia,: poi le cose, a livello politico, sono cambiate non poco, ma non era questo quello che ci interessava. Eravamo pionieri del gusto. Mi iscrivo all’associazione agli albori, poi dopo anni di fedele militanza come socio, arriva il mio turno, la proposta di diventare fiduciario della Condotta. Il concetto braidese, da Bra sede dell’associazione, della ripartizione del territorio è quello della distribuzione dei medici:  e quindi, come i medici vengono decisi dai vertici dall’ASL, nelle Condotte,  il capo veniva deciso dal Comitato Centrale ( scherzo sul Comitato Centrale,  ma il succo è quello; comunque, per arrivare alle elezioni del fiduciario dalla base, del tempo ne è passato). Incredibile ma vero, mi assegnano la condotta, pur essendo un eretico del sistema in uso: la nomina la  devo a Nanni Ricci, precedente fiduciario, che dopo aver visto una gestione penosa appena aveva lasciato, mi dice che farà il mio nome. Iniziano 8 anni bellissimi, dal 1995 al 2003, dove a Firenze facciamo tante di quelle cose che oggi sono diventate routine, ma all’epoca erano novità allo stato puro. Come mai? Perché eravamo persone fuori dall’ordine costituito, un po’ ribelli, gastronomicamente parlando, ed infatti la guerra fatta dai vertici toscani fu sempre terribile e continua, ma noi eravamo contenti di portare avanti un progetto divertente e vario, malgrado le grandi invidie e la rabbia di chi ci osservava come persone non schematizzate. Non accettavamo il concetto dell’uomo solo al comando, tant’è che la Piccola Tavola, il gruppo di gestione della Condotta, da noi lavorava  in maniera davvero democratica: diciamo la verità, non fedelissimi del lider maximo, ma ci poteva stare. Da toscani bastian  contrari, l’idea del fideismo non ci apparteneva, nessuno veniva dal partito comunista, i cui reduci toscani dentro Arcigola ci volevano assoggettare a logiche di partito a noi estranee. Ed infatti, come in un partito, non conta cosa fai sul territorio, se fai aumentare i soci da 200 a 1000 se il Comune di Firenze ti dà una sede, se diventi una presenza costante sui giornali come realtà associativa, sei solo un rompicoglioni non essendo omologato al sistema: ottima lezione per rimanere liberi. Chiaro che alla fine l’esperienza finisce, ti costringono a cedere, i gran capi regionali decidono di far fuori il progetto, troppo pericoloso per loro, meglio spostarsi dal capoluogo  quale sede regionale, tutto diventa più facile da controllare nel paesello di provincia, ma non è quello il problema: è sempre successo, Slow Food stava cambiando, trasformandosi nella realtà attuale, ed era giunta l’ora di chiudere. Da allora l’associazione ha fatto veramente passi da gigante a livello internazionale,  come obiettivi raggiunti e come popolarità mediatica. A me piacer ricordare chi è uscito da quella” farm”, quelli che all’epoca magari facevano altri lavori ed oggi sono protagonisti nel mondo del cibo. I primi a portare le persone in giro per cantine, a organizzare pranzi e cene nei ristoranti, con temi specifici, a proporre corsi a tutto tondo.. A rivedere tutti diciamo che mancavano le donne in Piccola Tavola ..forse eravamo davvero come in un film di Pupi Avati, un po’ retrò….

Alessandro Frassica Proprietario di INO

Francesco Ceccarelli Direttore de Tenute del Cerro

Daniele Bartolozzi Importatore di Champagne e redattore guida Vini Buoni d’Italia

Sabino Berardino Medico ma in verità esperto di pizza napoletana ed organizzatore di eventi

Sandro Bosticco Degustatore per Winesurf

Luigi Pittalis Consulente economico finanziario con grande attenzione al mondo enologico

Lorenzo Donnini Rappresentante di vini

Cristiano Maestrini Rappresentante di prodotti alimentari

Luca Gatteschi Medico sportivo , grande esperto di birra e distillati

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

1 commento

  1. una delle cose che più mi è dispiaciuta è che il rinnovamento di qualche anno fa ha cancellato la memoria di tanti anni di attività associativa che curavo personalmente fin dai tempi in cui eravamo ospitati sullo spazio web della rete civica fiorentina
    e, siccome mi sembrava un peccato, per chi fosse interessato (il layout è quello originale, quindi vintage) un po’ delle serate che abbiamo organizzato sono tuttora online Leonardo

    https://www.berardino.info/non-solo-doc-gastronomia-i-cento-di-firenze-sabino-berardino/slow-food-firenze-arcigola-archivio/

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