C’è qualcosa di nuovo oggi…anzi d’antico

0

Le novità nel mondo del vino a volte prendono forza dalle tradizioni più antiche o si sviluppano in contesti prima inimmaginabili: i vini in anfora e quelli di Bolgheri ben descrivono questi due aspetti dell’universo enologico

Dinamismo, creatività, ricerca, sperimentazione, innovazione….tutti vocaboli che ben si addicono al vino, alla sua produzione, alla sua bellezza. E sono tanto più calzanti all’universo della vite, quanto più identificano produzioni interessanti che in qualche modo rompono la consuetudine e i modi prevalenti di fare vino.

Prendiamo ad esempio i vini in anfora. L’antichissimo legame tra i primi e la terracotta risale agli albori della storia della vinificazione ed è testimoniato fra l’altro dai recenti ritrovamenti dei resti della più antica cantina del mondo, datata a ben 6000 anni fa, avvenuti in Armenia. Negli ultimi anni in diversi continenti stiamo assistendo a un rinascimento di questo legame; i produttori che fino a pochi anni fa erano in numero molto limitato e sperimentavano ognuno per proprio conto la validità di certi processi, oggi hanno creato un network di scambio di informazioni, che porta ad una crescita qualitativa esponenziale oltre che ad un allargamento della base produttiva.

A riprova della estrema articolazione dell’universo enologico, una novità degli ultimi decenni sono i vini di Bolgheri che nascono in Toscana in una fascia collinare degradante verso il mare, poco a sud di Livorno. Qui, in tempi tutto sommato recenti, c’è stato uno straordinario incremento della superficie vitata. Grazie alle particolari caratteristiche del terreno e al microclima soleggiato, asciutto e moderatamente ventilato, si sono ben adattati nella zona i vitigni di origine bordolese, quali il cabernet sauvignon, il cabernet franc, il merlot e il petit verdot; e tra quelli a bacca bianca il vermentino e il sauvignon. Fino a non tantissimi anni fa si pensava che non si potessero fare grandi vini in vicinanza del mare. I risultati dimostrano che è proprio la vicinanza del mare a creare i presupposti del loro straordinario successo. Le brezze marine e le discrete escursioni termiche di agosto e settembre provocano maturazioni lente e regolari di tutte le componenti dell’uva e contribuiscono a mantenere alta l’acidità, necessaria per dare equilibrio e freschezza ai vini. È in questa terra che sono nati i famosi vini che hanno fatto la storia della moderna enologia italiana e che si raccontano in sinergia perfetta con il territorio. Vini profumati, complessi, eleganti e raffinati, che narrano di un mondo che racconta storie di vita.

Il nuovo appuntamento del 21 di marzo a Villa Olmi presenta, in una sorta di confronto allegro e serio al tempo stesso, tre vini di Bolgheri e tre vini in anfora:

Campo alla Giostra, Bolgheri doc 2015 di Donna Olimpia 1898; Bolgheri doc superiore 2009 di Podere Sapaio; Sabbiato, Bolgheri doc 2016 di Sensi, da una parte; Petruna Anfora Toscana igt 2017 del Borro; Bòggina 2016 di Petrolo; Fogliatonda 2016 del Podere Ema, dall’altra.
La degustazione sarà guidata da Leonardo Romanelli con i sommelier Fisar.
Ecco il menu della cena che seguirà l’assaggio dei vini:
Crostini al cavolo nero, con salsiccia e stracchino, con pecorino ed olive; terrina di pollo ed asparagi; insalata di farro con pesto, patate, fagiolini ed olive taggiasche; bocconcini di parmigiana di melanzane; cornetti di bresaola e caprino; spicchi di parmigiano 20 mesi; Caesar salad; schiacciata fatta in casa e panetteria assortita; ravioli ricotta e spinaci alle verdurine e carciofi; pappa al pomodoro; lampredotto in umido; patate purée; cheese cake al cioccolato e nocciole.
Per la degustazione e la cena a buffet il costo è di 30 euro, sconto per soci Fisar 25 euro; per la sola cena 25 euro.

Informazioni e prenotazioni: tel. 055 63 77 10, frontdesk.villaolmi@toflorence.it

Condividi!

Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

Lascia un commento