Carloforte mon amour

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L’isola dell’isola è una dimensione affascinante, sei lontano dal mondo anche se vicino riscopri i tempi lunghi e quieti, non puoi pensare di avere fretta. Ora, si tratta di meno di 40 minuti di nave, ma intanto devi già essere arrivato in Sardegna, il che non è ovvio. Il paese si presenta dalla nave quasi fossimo in un’altra regione: la storia ci dice che dobbiamo pensare alla Liguria, ed in effetti sentire parlare le persone rimane affascinante, con un misto di accenti che rende impossibile comprenderli. Le saline sono vicine e le spiagge lontane: chissà perché ma stare lì anche solo poche ore riesce a dare una sensazione di libertà profonda, anche se le persone non mancano. Me la immagino d’inverno, semivuota, quale rifugio ideale per uno scrittore che deve assolutamente completare un romanzo. Non manca internet, né le parabole satellitari anche in piena campagna, ma il fascino è comunque inalterato. I colori colpiscono: delle case, della campagna e del mare, con i suoi chiaroscuri. Il tonno è l’animale che, morendo, rende vivo il paese: è la festa principale, nemmeno per altre ricorrenze c’è tanta animazione..ma intanto, i turisti passano e i carlofortini restano..

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

4 commenti

  1. L’isola nell’isola della penisola, Carloforte ha affascinato anche me tant’ è che ho preso casa li oramai 15 anni fa. Il tonno detto ‘di corsa’ peró se lo portano via i giapponesi e di corsa! Ci sono degli ottimi posti dove mangiarlo per esempio il ristorante da Nicolò il cui cuoco ha partecipato molte volte alla prova de del cuoco con la Clerici. Il ristorante ‘Il tonno di corsa’ ha degli ottimi piatti a base dello stesso fra cui il Belu ovvero la trippa di tonno!! dato che sei un amante delle frattaglie te lo consiglio vivamente. Poi il ristorante Vittorio dove fanno uno spaghetto alla Vittorio che è commuovente. Insomma li oltre alla bellezza e stranezza del posto c’è anche una forte identità culinaria che è un misto fra il genovese, il sardo e il Tabarkino (eccezionale il cascá ovvero il cuscus in versione carlofortina). Stavolta invece che a Firenze la mi mandi un bacione a Carloforte.

  2. Io sono il cactus, rappresentante del SI.
    Ti ringrazio per l’articolo, vienimi a trovare anche su FB: sulcisiglesiente-turismo e sul blog: sulcisiglesiente-turismo.blogspot.com
    Ci sono tanti articoli e appuntamenti da non perdere in questa splendida terra e sarei lietissimo di condividerli anche con te.
    E’ un invito serio!
    Cactus

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