Carciofi fritti: la mia ricetta

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Il problema è uno solo: pulirli. Adoro mangiarli fuori e penso sempre con grande rispetto a chi li prepara perché ci vuole davvero pazienza, amore e attenzione per renderli edibili. E gustosi.

Pulire i carciofiIl più è arrivare al cuore, sembra quasi un destino generale la ricerca del centro, l’essenza è quello che uno vuole trovare. E quindi pensiamo alle mani che si devono proteggere con i guanti per non renderle amare, il limone strofinato, l’acqua. E poi via la peluria centrale, attenzione alle spine, la pulitura del gambo..carciofo quanto mi costi!! E quindi sia benedetto sempre chi lo fa. Una volta ottenuto il prodotto, che fare? Lenin insegna, la domanda è lecita ed io rispondo cercando di fare quello che mi dà più godimento. Vanno bene alla Giudia ma serve troppo un’esperienza che si deve accumulare, trifolati sembrano sprecati, crudi danno l’idea di convivialità se mangiati in pinzimonio. E allora fritti!

Carciofi frittiTentativi dei più vari, classici farina e uovo come si faceva in casa, ma se non si mangiano bollenti si sgonfiano diventano umidicci. E quindi? Vari tentativi hanno prodotto una pastella di farine miste, duro, tenero e mais, diluita con acqua. Mi piace perché tiene la croccantezza. Se voglio esagerare? Li tuffo poi nelle nocciole tritate e li friggo con attenzione alla temperatura. Divini. E di vini? Guai a chi dice che i carciofi non si abbinano. Sui bianchi avete grande spazio

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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