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Caramelle Rossana, lo strano rapporto di odio e amore nei ricordi

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Se al sottoscritto non piacciono le caramelle in generale, soprattutto quelle troppo dolci fino quasi ad essere stucchevoli,  come può essere affascinato dal ricordo delle caramelle Rossana, uno degli esempi di dolcezza elevata all’ennesima potenza? Potenza forse dei ricordi, della nonna e delle zie che le tenevano in casa, e che ne davano a sacchetti per il piacere di vedere i nipoti andare a trovarle.Questo accadeva in tutte le stagioni, indifferentemente se fuori facesse un caldo tropicale o un freddo polare: le nonne e le zie avevano il magico potere di essere atermiche, essendo vestite, nei miei ricordi, sempre allo stesso modo . E le caramelle erano il loro benvenuto ed il loro regalo quando andavo via. E almeno una caramella la dovevo mangiare di fronte e magari all’epoca i dolci li amavo molto di più, chissà. E poi quel nome, che mi piaceva senza capirne il motivo, certo non pensavo a Cyrano de Bergerac.  Questi gli ingredienti come riportato su Wikipedia: sciroppo di glucosio, zucchero, latte concentrato zuccherato, olio di arachide, siero di latte in polvere, latte scremato in polvere, burro anidro, nocciole, mandorle, armelline, aromi, emulsionante, lecitine. Il colore rosso può essere peccaminoso per un adulto, per un bambino è solamente un piacere della vista, che ispira a festa: dopo averla scartata si procedeva alla parte più divertente. Il morso che rompe la superficie interna rigida e poi una sorta di colata liquida che invade la bocca, con un profumo di vanillina quasi inebriante da quanto eccessivo. Sorridevo ma non in maniera esagerata, altrimenti era obbligatorio mangiare la seconda e, se pur goloso, non ce l’avrei fatta a terminarla: Eppure, sono convinto che se le trovassi in vendita, una mi scapperebbe di mangiarla….

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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