Filippi

Camminare regala belle sorprese

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Camminava spedita lungo il viale dei Colli: si era concessa una mostra all’aperto al Forte di Belvedere e poi, invece di precipitare verso il Ponte Vecchio da Costa San Giorgio, aveva preferito incamminarsi per via San Leonardo, e sbucare così vicino al Piazzale Galileo, proprio di fronte allo Chalet Fontana. Era stata una pausa breve, solo un succo di pomodoro, per poi incamminarsi verso il piazzale Michelangelo. Si ricordava quando con lui andava anche allo Chalet, ma in tanti altri locali, a bere cocktail, e di quanto si sentisse bene in quel periodo. Era stato un bel momento di ricreazione, alla scoperta di luoghi e situazioni non consuete, un mondo spesso avvicinato però mai vissuto del tutto. Si era inserita in un contesto che stava tra l’artistico, il culturale o, come lei amava ripetere, del “cazzeggiamento”, fatto sì di lavoro ma di tante nottate liquide, passate tra bar, camminate in una Firenze notturna viva fino a tardi e, nel momento in cui arrivava il pericolo, si concludeva in casa. Certo, mentre beveva il succo di pomodoro, sorrideva sul fatto che ci mettesse solo tabasco, succo di limone, sale e pepe, di solito era la base per il Bloody Mary, che era perfetto a fine giornata per equilibrare il tutto. Era divertita del fatto che non aveva mai ecceduto, era sempre stasa in grado di trovare il bello e lasciare ad altri l’ingrato compito di passare nottate infami e dolorose. Lei era capace di andare a letto, e non per dormire, alle quattro e alle otto trovarsi di fronte al cornetto con cappuccio in piena forma. Apprezzava il bel clima settembrino, la brezza, una città ripopolata e le sue nuove avventure che andavano ad iniziare. Una bella cesura con un passato che diventava faticoso, il fatto di essere diventata una consulente per interior design le aveva aperto un mondo fatto di cose belle, e la bellezza era diventata la sua scelta di vita. Bella dentro, visto che si era conquistata di nuovo la sua autostima, bella fuori, per essere riuscita a ritrovarsi con chi l’aveva accompagnata, per un pezzo di strada più o meno lungo, bella nella giornata, dove riusciva sempre a trovare spazio per cose che le gratificassero. Oggi era stata la mostra, da sola per scelta, la sera prima il concerto, con lui che era diventato amico sincero, domani forse il cinema, con l’amica che si era persa, ma solo per poco. Sorrideva allegra su questi pensieri, mentre tornava alla macchina, quando lo vide sfrecciare su un monopattino: si mise a ridere ad alta voce, lui si girò e si stampò sull’albero, in una delle scene che a volerle girare in un film non sarebbero venute così bene. Non riusciva ad aiutarlo, continuava a ridere senza requie, mentre lui si rimetteva in piedi: anche lui sorrideva e fu un piacere per entrambi vedersi e scambiare due chiacchiere. Fu una sorta di flashback del tempo trascorso insieme, e si accorsero di aver fatto la stessa ora nella quale erano abituati a vedersi. Quasi naturale chiedersi a vicenda” Che fai per cena? ” e capire che entrambi avessero voglia di sedersi a tavola insieme. ” E dove andiamo? ” “STavolta alla ventura, in un posto sconosciuto ad entrambi!”. Non sarebbe stato facile ma ci potevano provare,il tempo non sarebbe certo mancato loro quella notte.

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Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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