Buone maniere: un piccolo riassunto delle principali

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Una prima avvisaglia c’è già stata, con l’attesa dei risultati delle recenti primarie: gruppi d’ascolto di amici, seduti davanti alla televisione, all’insegna del “rutto libero”, come diceva Fantozzi, si sono già regolarmente riuniti, per discutere, sbevucchiare due birre, mangiando qualche salatino. Il peggio però arriverà con le prossime lezioni quando la classica serate all’insegna di cena in piedi diventerà un must . Niente di male, insomma, nel trovare un’occasione popolare come la olitica per attovagliarsi in compagnia: il problema nasce quando, nel vivere in società, non si rispettano le buone maniere. Tacciamo, per una volta, sulla qualità delle portate che di solito accompagnano questi pasti, sempre troppo ricche di ingredienti inutili come per le insalate di riso o di pasta di gusto ambiguo, ed affrontiamo invece, il problema estetico-ambientale, dato dall’amico che sorbisce la minestra con il risucchio, con un rumore che farebbe impallidire una pompa idraulica; per non parlare di quelli che si mettono il tovagliolo modello bambini annodato sul collo, perché hanno paura di macchiarsi la camicia. Sono solo alcuni esempi di comportamenti comuni piuttosto maleducati, facilmente evitabili: si tratta semplicemente di rispettare le norme di galateo più elementari, per cercare di non avere visioni di gesti poco edificanti, ma purtroppo tante regole, date poi dal semplice buon senso o dalla sana educazione, vengono allegramente disattese. Vogliamo affrontare il problema dello stuzzicadenti? Nei ristoranti top la posizione indicata è quella del bagno, nelle case ci si sente autorizzati ad utilizzarlo in presenza degli altri: non oso pensare a quelli che impiegano i rebbi della forchetta per effettuare tale operazione, per non parlare della famosa unghia del mignolo lasciata più lunga! Altro aspetto che tende ad essere fatto è quello di portare alla bocca il coltello: a volte è quasi giustificabile, quando un piatto è ricco di salsa e manca un cucchiaio apposito per raccoglierla, ma è sempre meglio una più rustica “scarpetta” con un pezzo di pane. La ciliegina sulla torta, però, è data dall’amico che, volendo fare la persona”fine” beve il caffè dalla tazzina alzando il mignolo con fare quasi snob. Verrebbe voglia di servirlo con una cannuccia, onde evitare la visione di tale scempio!
Credits curiositasufirenze.wordpress.com

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About Author

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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