Brutte e buone abitudini che scompariranno dopo il Covid 19

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“Che cosa resterà dopo il Covid? Ad oggi sembra decisamente di vedere le macerie, e prima di parlare di ricostruzione, del tempo occorrerà. Rimarranno solamente i coraggiosi, i fortunati, gli indomiti, ma in questa fase di riapertura sarà una speranza vedere finalmente trasformate alcune pessime abitudini.

soffiare il naso

 

 

 

 

 

 

 

 

SOFFIARSI IL NASO

Un’esperienza che da piccolo mi colpiva e non riuscivo a capire era quella del soffiarsi il naso dei grandi. Avete mai osservato come, nel passato, il babbo, il nonno o il maschio di famiglia tirava fuori il fazzolettone, si soffiava rumorosamente il naso, magari a tavola, guardava intensamente quanto prodotto e lì scattava mentalmente una domanda: ma cosa hanno da guardare di così interessante? per poi ripiegarlo con cura e riporlo nella tasca. Ovviamente poi, senza lavarsi le mani, si ricominciava a mangiare o faceva un buffetto sulle guance dei più piccoli. Mi colpiva la differenza con le mamme, le nonne, le zie  che riuscivano a compiere l’operazione con fazzolettini striminziti, con i quali riuscivano anche a pulire il naso anche ai bambini. Fatto oggi immagino le giuste lamentele dei clienti…

guanti in pelle

 

 

 

 

 

 

 

 

I GUANTI A TAVOLA

Una volta il problema si poneva, quando le signore li utilizzavano davvero, magari quelli lunghi, come si vedono in alcuni film, con tanto di sigaretta con bocchino. Oggi li indossano gli uomini quando fa freddo, e anche le donne, beninteso, ma sono più semplici, dalle forme più varie, colorati, estrosi. Dove li mettiamo a tavola? Mai sul tavolo questo è sicuro, meglio in borsetta o nelle tasche del cappotto. Mangiare con i guanti a tavola non sarà più possibile Venivano ammessi , nel passato, i guanti lunghi e bianchi di alcune svolazzanti signore ma..spesso dipende da chi li indossava, l’etichetta, in questi casi, è alquanto ballerina

Baciamano

 

 

 

 

 

IL BACIAMANO

Di sicuro alle donne piaceva  se veniva fatto come si deve e nell’ambiente giusto: ad esempio nella compagnia caciarona di amici che si trova in pizzeria appariva  fuori luogo. Non dispiaceva invece, nelle occasioni dovute. A me sembrava un bel gesto di cavalleria e di educazione ma doveva essere fatto bene, con disinvoltura, evitando alla malcapitata di strappare la mano che stava solo porgendo per una stretta o, peggio, schioccando in maniera rumorosa. Bastava infatti appoggiare le labbra, accennando l’inchino. Era d’uso, una volta,  per i giovin signori, fare un po’ di esercizio, chiedendo aiuto alla mamma o alla sorella, onde evitare figura caprine.

 

 

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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