Brioche al posto del pane..”Volevo diventare pasticcere” a Degustibooks!

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Sabato sera è la volta di “Volevo diventare pasticcere” a Degustibooks: insieme ad Alessandro Masti lo abbiamo messo in scena il 1 Maggio, al termine della Notte Bianca fiorentina ed ora si tratta di ripeterlo nel corso di una manifestazione gastronomica. Già ‘adrenalina sale ma mi piace ricordare fra le cose di cui parlerò, le brioches.. diventate  famose ai tempi della Rivoluzione francese, grazie alla regina che le voleva dare da mangiare al popolo che protestava perchè non aveva pane. Sembra quasi una barzelletta, ammettiamolo sta di fatto che i soffici dolci lievitati sono diventati popolari anche al di fuori del territorio francese, soprattutto in Italia, dove milioni di persone iniziano la giornata accompagnandoli al cappuccino. Certo che il croissant transalpino conserva il suo fascino: quasi insapore, lucido, croccante, diventa irresistibile quando viene farcito con crema o marmellata. In casa e’ quasi impossibile prepararlo in casa:sarà il forno, sarà il lievito non adatto o la semplice impazienza che induce ad affrettare i tempi, il risultato non è nemmeno paragonabile ai dolci di pasticceria. E si’ che la ricetta non sembra poi cosi’ difficile: farina, zucchero, uova, burro e lievito, accompagnati da una serie di aromi che costituiscono la differenza  di prodotto  tra i vari pasticceri. Di gran moda c’è oggi il cremino, una brioche particolarmente schiacciata e friabile, per l’alta percentuale di burro utilizzata, servita caldissima: se siete in grado di resistere alle ustioni, riuscirete anche a provare una certa soddisfazione. Altre versioni di pasta brioche elaborata per   dolci sono i pappataci, nome altisonante per indicare una rotella di pasta, addizionata di crema ed uvetta. O il kranz, dolce viennese a base di canditi e mandorle. E la vostra brioche preferita qual è?

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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