Boom degli alberghieri: sarà vera gloria?

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La notizia di questi giorni è che per accedere agli istituti alberghieri bisogna mettersi in coda, o addirittura superare dei test di ammissione: in Toscana sicuramente, ma anche nel resto d’Italia la situazione non è da meno. Bene dunque, finalmente la cucina diventa la protagonista assoluta dell’accoglienza turistica, siamo un Paese che vive di turismo e tutta questa forza lavoro sarà utile a soddisfare la richiesta..magari fosse vero!Crisi o non crisi, la richiesta di cuochi validi e in gamba risulta costante, di camerieri professionalmente validi, nemmeno l’ombra e si deve cercare di stimolare i giovani a scegliere questa professione, sono in diminuizione gli studenti che scelgono di lavorare nel settore ricevimento e portineria..cosa c’è che non torna? Vanno tutti a lavorare all’estero questi ragazzi ? A Gennaio già scrivevo di cosa pensavo dell’attuale stato delle cose, e che l’unica soluzione sarebbe stata il chiudere le scuole e rifondarle, ma sembra proprio che tutto questo rimanga una chimera. Il punto è che si continua a spendere soldi pubblici per formare allievi ad una professione che, una volta usciti dalla scuola, la maggior parte degli studenti si guarda bene dallo svolgere. Non si scappa dal fatto che in cucina fa caldo e bisogna stare in piedi, che i clienti non li puoi eliminare se fai il cameriere(sic!) , che stare al front desk di un albergo impone un sorriso perenne anche se girano le scatole, elementi questi che non tutti vogliono adottare. Oltre al test attitudinale, magari una prova pratica, che metta  a lavorare gli aspiranti chef in maniera vera potrebbe riuscire a chiarire le idee: lavorando il sabato e la domenica, magari con turno spezzato e fino a tardi alla sera. Chissà se, in questo modo, la selezione diventi più naturale: anche perché dopo sarebbe superfluo dover fare circolari su come vestirsi a scuola e dare norme di comportamento, le imparerebbero sul campo! Credits notizie.it

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

2 commenti

  1. Credo, perché non ci marcerebbero più come ci marciano adesso.
    La si butta là a mo’ di battuta: “L’istruzione nella scuola è un fatto secondario”.
    Non sarà vero, però molto ti fa pensare che sia davvero così…esempio?
    Sottopagare gli insegnati

  2. L’alta richiesta di iscrizioni alla scuola alberghiera,ramo cucina è figlia dei programmi tv dove cuochi star diventano icone e modelli da inseguire. Ma questi programmi non dicono la verità. Di Cracco e Canavacciuolo ce ne sono e ce ne saranno sempre pochi. L’italia è gremita di cuochi che si fanno il mazzo in cucina e quello che portano a casa spesso è solo il mal di schiena. Bene comunque che in tanti ci provino. Sarebbe meglio però una’informazione corretta. All’Italia della ristorazione manca appunto la sala e il ricevimento. Pochi giovani aspirano a diventare camerieri o maitre. Che invece è un aspetto fondamentale della ristorazione. Peccato.
    Fare lo chef fa più figo.

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