Bocca di Leone a Firenze

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Sarà un fiore? Sarà un simbolo di Firenze? o magari qualcosa di più romantico? Il nome scelto per questo nuovo ristorante fiorentino è legato ad un aspetto familiare, il nome del primogenito dei titolari: siamo in via Pisana, accanto a San Frediano, un quartiere che da essere luogo di artigiani sta diventando la nuova Trastevere fiorentina, con molti locali che si susseguono l’uno all’altro senza soluzione di continuità. ACcanto al “famoso” ristorante di pesce fiorentino, il Bocca di Leone si distingue per una proposta diversa, legata fondamentalmente alla carne chianina, che diventa la protagonista di molti piatti presenti nel menu. Piacevole l’ambiente, colori chiari,illuminazione indovinata, bancone sul bar a destra mentra a sinistra prima fila di tavoli da due: proseguendo l’ambiente si diversifica, in basso tavoli rotondi più conviviali, altrimenti, nel soppalco, quasi un privé con due tavoli. Il menu è molto ampio, anche troppo, con proposte gastronomiche “sicure”, senza voli pindarici, che possono accontentare la maggior parte della clientela. Fra gli antipasti, un solo piatto cucinato, lo sformato di parmigiano, altrimenti, salumi, carpaccio, rotolo di mozzarella con prosciutto crudo, appetitoso e saporito. Tra i primi, indubbiamente golosi i maccheroncini impepati, con pecorino romano, pepe, pomodorini(anche evitabili) e basilico; scolastico il pollo al curry con timballo di riso, come secondo, meglio carpaccio scottato al basilico, ben eseguita la torta di mele con crema chantiilly. Porzioni abbondanti, adatte a chi cerca sostanza nel piatto!Carta dei vini in divenire, con etichette non comuni proposte a ricarichi molto corretti. Servizio affabile e cortese. Tre portate escluso vini 30-35 euro

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Circa l'autore

Leonardo Romanelli (Firenze, 14 novembre 1963) è un giornalista, sommelier, gastronomo, autore e conduttore radiotelevisivo italiano.

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