Badia di Morrona a Terricciola

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La Toscana  può vantare tantissime microrealtà territoriali, ognuna con le caratteristiche pedoclimatiche , senza tralasciare la bellezza dei luoghi  che la rendono unica nella parte vitivinicola.

Una zona meno conosciuta nella Toscana del vino, ma dal grande potenziale enologico,è quella di Terricciola,  in cui la famiglia dei Conti Gaslini Alberti, proprietaria di Badia di Morrona da quasi un secolo, crede profondamente, puntando oggi a disegnarne il futuro.

Nel contesto dell’areale che la circonda, Badia di Morrona può contare su una tenuta di 600 ettari, in cui boschi di cipressi, lecci e querce lasciano spazio a 40 ettari di uliveti e, soprattutto, a 110 ettari di vigne che risalgono i dolci pendii a ridosso del fiume Cascina, tra i comuni di Terricciola e Casciana Terme Lari.

Badia di Morrona

Come dicevo tale zona trasuda storia e la possiamo ritrovare sia camminando nei vigneti aziendali ove si incontrano suoli preziosi e antichi, con travertino e conchiglie fossili sia ammirando la Badia risalente agli inizi del I millennio d.C. fondata da Ugo dei Cadolingi, conti di Pistoia e Fucecchio, gestita prima da monaci benedettini cluniacensi e poi da monaci camaldolesi fino a divenire la residenza estiva dei Vescovi di Volterra.

È proprio in questa tenuta che dal lontano 1939, la famiglia Gaslini Alberti coltiva con amore e passione le proprie viti che qui godono di un microclima influenzato da correnti marine in grado di mitigare le alte temperature diurne e asciugare costantemente i filari, e anche di un mosaico di suoli unici.

Nei suoli delle vigne, a base argillosa con poco scheletro, si alternano infatti senza soluzione di continuità: sabbia, sassi, pietre grigie friabili, ciottoli di fiume, alberese ma soprattutto fossili risalenti al Pliocene e al Pleistocene, segno evidente dell’antica presenza del mare nella vallata, e persino lastroni di travertino in affioramento

Badia di Morrona

Nettamente predominante nella tenuta il sangiovese ha un ruolo di primo piano rappresentando d’altronde l’emblema della Toscana enologica. Al vitigno toscano per eccellenza è infatti dedicato il 60% dell’intero parco vitato, mentre alcune parcelle sono state destinate anche a cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e syrah. È presente anche un altro vitigno rosso autoctono, il canaiolo, impiegato in uvaggio per la sua forza cromatica. Per quanto riguarda le uve a bacca bianca, vermentino e chardonnay sono le più significative e si fanno notare al centro del parco, nelle vigne pianeggianti.

Le vigne simbolo di Badia di Morrona e relativi vini sono:

La vigna di N’Antia che nasce in un’unica vigna con oltre 30 anni di età, una delle parcelle storiche della proprietà in grado quindi di interpretare il terroir della tenuta con una profondità particolare composto da cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot

VignaAlta è un grande vigneto che, come lascia intuire il nome, copre la collina più elevata del parco vitato. Qui si alternano parcelle di sangiovese, cabernet franc, merlot e canaiolo ed è proprio soltanto con le migliori uve di sangiovese di questo vigneto che si dà vita all’omonimo e prestigioso cru di Badia di Morrona: VignaAlta, Terre di Pisa DOC.

Vigna Disperato, situata sul versante est della tenuta, si estende su 10 ettari con esposizione a est ed è impiantata prevalentemente a syrah. Qui, dai grappoli migliori prende forma l’IGT Toscana Taneto.

Senza tralasciare Vigna La Crocina, da cui proviene parte delle uve destinate ai Chianti I Sodi del Paretaio annata e Riserva, o le Vigne del Lago, che accolgono i filari di vermentino scelti per il bianco floreale Felciaio.

Badia di Morrona

In Toscana la gamma non può chiudersi senza un Vin Santo e una grappa. Il Vin Santo è una cuvée, secondo la tradizione, di Trebbiano, Malvasia e Colombana, e viene prodotto lasciando appassire a lungo le uve nei cannicci e poi lasciando riposare il mosto in caratelli da 110 litri per almeno quattro anni. La grappa, dal colore ambrato, è dedicata a I Sodi del Paretaio.

I vini sono  creati ed affinati nella bella cantina regno dall’ enologo Adolfo Benvenuti.
Proprio per preservare l’integrità dell’amato territorio, tale struttura è concepita in chiave moderna per essere il più possibile discreta e integrata nel paesaggio: la cantina quasi sparisce nella collina, resta visibile solo il piazzale di ricezione delle uve mentre il resto è parzialmente interrato e permette quindi l’ingresso dell’uva per gravità.

Badia di Morrona

Badia di Morrona produce anche un pregiato olio extra vergine. Infatti, l’azienda è dotata di un frantoio di ultima generazione dove viene prodotto l’olio evo aziendale, frutto di olive da cultivar tipiche toscane (frantoio, moraiolo e leccino) raccolte a mano negli uliveti circostanti. Altro punto di forza per Badia di Morrona è rappresentato dall’ospitalità .L’enoturismo è da sempre un concetto chiave e per questo l’azienda propone ai visitatori diversi percorsi, dal classico wine tour in cantina alla visita del frantoio e della splendida Badia di Morrona, La vasta tenuta è punteggiata da grandi case coloniche sapientemente ristrutturate ove poter alloggiare.

Badia di Morrona

 

Badia di Morrona
Via del Chianti 6,56030
Terricciola (Pisa)
tel:0587-658505
fax:0587-655127
clienti@badiadimorrona.it

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Circa l'autore

Nella vita Ispettore qualità e certificazioni nel settore agroalimentare. Da sempre, attento alle eccellenze enogastronomiche che il territorio offre con le sue storie ,tradizioni , innovazioni e relative peculiarità.

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